Brancaccio: "Tutti Keynesiani e nessuno socialista? Impossibile"

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Brancaccio: "Tutti Keynesiani e nessuno socialista? Impossibile"

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L'economista e docente dell'Università del Sannio Emiliano Brancaccio nel suo consueto intervento  su RAI radio uno, nel corso della Rubrica 'Eresie', ha evidenziato come ormai "la vecchia passione quaresimale verso l'austerity esce dai radar della politica e qualcuno osa rievocare la celebre frase di Milton Friedman: "ormai siamo tutti keynesiani".

"Ma è davvero così?" si chiede Brancaccio?

Secondo il docente "in realtà, a ben guardare, i disastrosi modelli di previsione delle istituzioni e dei governi restano rigidamente anti-keynesiani, in Europa il deficit statale medio è troppo basso rispetto all'enormità della crisi, e soprattutto un deficit può semplicemente essere inteso come l'effetto di una politica economica di guerra, vale a dire uno stato di eccezione temporaneo che si conclude quando termina la guerra."

L'economista ha ricordato che "la verità è che l'economia keynesiana fu un tentativo di compromesso, di sintesi dialettica, tra due grandi sistemi in aperta competizione tra loro, il capitalismo da un lato e il socialismo che lo minacciava dall'altro".

Oggi - spiega Brancaccio - che il capitalismo pare l'unico orizzonte e che un vero pungolo socialista ancora non si intravede, non si capisce da dove dovrebbe scaturire una sintesi keynesiana. Insomma, potremmo dire che oggi non siamo tutti keynesiani perché nessuno è davvero socialista.

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