Covid-19, il caos vaccini è lo specchio del fallimento europeo

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Covid-19, il caos vaccini è lo specchio del fallimento europeo

Il grande pasticcio europeo sui vaccini continua. Non bastavano le scarsità di dosi acquistate dalle multinazionali del farmaco che non hanno rispettato i patti e continuano a tagliare le forniture. Continuano adesso ad emergere dubbi sulla sicurezza dei sieri. Nell’occhio del ciclone abbiamo il vaccino sviluppato dalla multinazionale anglo-svedese AstraZeneca.

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha deciso di sospendere la somministrazione del vaccino AstraZeneca, (come d'altronde avevano fatto altri Stati europei, ultime Germania e Francia). Incredibilmente però fino a ieri AIFA si prodigava nel tranquillizare i vaccinandi, affermando che non c'era alcun motivo di allarme e che la campagna vaccinale sarebbe continuata a ritmi serrati, come annunciato anche da Figliuolo con la rassicurazione che tutta la popolazione italiana sarebbe stata vaccinata entro settembre 2021.

Poi però è arrivata la sospensione decisa dai governi di Germania e Francia. Decisione a cui l’Italia è arrivata dopo che il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha sostenuto colloqui con gli omologhi di Germania, Francia e Spagna. Così anche Roma ha assecondato il trend europeo della sospensione in via precauzionale.

Panico tra gli insegnanti, le forze dell'ordine, gli operatori sanitari in lista per la prima dose o in attesa della seconda somministrazione.

Decine di migliaia le rinunce cui è seguito il comunicato minaccioso del Commissario Figliuolo: "Lo faremo a chi passa".

Dopo poche ore esce la dichiarazione della Agenzia Europea del Farmaco (EMA) che dichiara il vaccino AstraZeneca sicuro, smentendo le agenzie ufficiali del farmaco degli Stati Europei.

Riporta ANSA:
"Il rapporto tra benefici e rischi" per il vaccino anti-Covid di AstraZeneca "è considerato positivo e non vediamo alcun problema nel proseguire le vaccinazioni utilizzando questo vaccino". Lo ha detto Marco Cavaleri, responsabile per la strategia vaccinale dell'Ema, in audizione all'Europarlamento"

E ancora:
"Stiamo esaminando i dati e gli eventi letali riportati per tentare di capire se ci sono cluster specifici di casi" legati "a certi tipi di patologie o allo status medico dei soggetti", ha aggiunto Cavaleri, sottolineando che finora non vi sono evidenze che "dimostrino un rischio emergente che influenzi il rapporto benefici/rischi".

A chi credere?
Una cosa è certa: la credibilità sia di AIFA sia di EMA è clamorosamente precipitata nella percezione generale.
Le persone non si fidano più: anche se dalle indagini scaturisse una impossibilità di trovare una correlazione tra il vaccino e le morti, nessuno crederebbe più alle rassicurazioni delle agenzie che dovrebbero tutelare la salute dei cittadini e non gli interessi delle Big Pharma.
E altrettanto molto difficoltoso sarà per il neonato Governo Draghi riuscire a fare accettare i lockdown e le chiusure indiscriminate (senza più ristori) con la giustificazione che servono ad accelerare le vaccinazioni di massa.

La "scienza" ha fallito nel suo basilare paradigma: la salute prima dell'economia non incanta più e sarà arduo stigmatizzare gli effetti collaterali di morti giovani come "il prezzo da pagare".
Non solo.
Le procedure speciali di AIFA ed EMA in adozione per la certificazione dei vaccini Covid evidenziano margini di rischio non trascurabili e tale condizione di incertezza rende un sopruso la liberatoria che si è obbligati a firmare verso la produttrice del farmaco prima di vaccinarsi. Tutto questo autorizza a nutrire seri dubbi sulla imparzialità dei governi nello stabilire le procedure di autorizzazione dei vaccini Covid verso le aziende multinazionali occidentali (e ci si chiede ovviamente se alcuni dati vengano occultati, anche su Pfizer BioNTech, Moderna, Johnson & Johnson).  

I vaccini delle multinazionali del farmaco sono in commercio per una scorciatoia politica sui controlli e test, non per una eccezionalità scientifica? 
Altrimenti non si spiegherebbe l'ostracismo nei confronti di SputnikV. Il non prendere nemmeno in considerazione i vaccini sviluppati dalla Cina. Così come quelli in dirittura d’arrivo di Cuba.
Per non parlare dei contratti di prenotazione ed acquisto secretati, con clausole che hanno dato autonomia alle ditte nella fornitura. 

Questa pandemia ha decretato il completo fallimento del modello capitalista - anche nelle sue accezioni più moderne e green - non capace nemmeno di portare avanti una campagna vaccinale degna di tal nome. Incapace di convivere con questo virus, azzardare una strategia di contenimento degna di tal nome al di fuori delle chiusure indiscriminate e punitive.

Agata Iacono

Agata Iacono

Sociologa e antropologa

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