Cuba, Movimento San Isidro. Un tentativo di golpe

Cuba, Movimento San Isidro. Un tentativo di golpe

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Il cosiddetto collettivo di San Isidro a Cuba è davvero un movimento composto da artisti mossi dalla richiesta di una maggiore ‘libertà di espressione’? Possiamo affermare senza tema di smentite che si tratta di un nuovo tentativo di destabilizzazione contro l’Isola socialista che eroicamente resiste dall’ormai lontano 1959 agli assalti dell’imperialismo statunitense. 

Quanto accaduto a Cuba sembra proprio qualcosa che va oltre la semplice protesta di artisti e intellettuali. 

Nella notte di giovedì 26 novembre, la polizia cubana ha sgomberato quattordici giovani, sei dei quali avevano fatto uno sciopero della fame e un sit-in una settimana prima per chiedere la liberazione del rapper Denis Solís González, uno dei membri del cosiddetto Movimento San Isidro (MSI), spiega Mision Verdad. 

Secondo i media mainstream, i servizi di social networking, che sono il principale canale di comunicazione utilizzato da questo e altri gruppi, sono stati temporaneamente sospesi sull'isola durante l'operazione di polizia. Il sito web Razones de Cuba ha indicato che si trattava di un'azione delle autorità sanitarie cubane per certificare la violazione del protocollo sanitario per i viaggiatori internazionali a causa della pandemia covid-19.

Tale violazione è stata commessa da un cittadino cubano con residenza messicana di nome Carlos Manuel Álvarez Rodríguez, che dopo essere entrato a Cuba attraverso l'aeroporto internazionale José Martí e aver dichiarato un altro indirizzo in cui avrebbe alloggiato, ha deciso di trasferirsi in quella casa. 

Di fronte al loro rifiuto di rispettare le misure preventive che vengono applicate alle persone provenienti dall'estero, la Polizia Nazionale Rivoluzionaria ha provveduto allo sgombero delle persone sul posto. Come sarebbe accaduto in qualsiasi paese del mondo. 

Ma chi è questo rapper Solís González?

Arrestato il 9 novembre, il giorno 11 viene condannato a otto mesi di carcere per il reato di oltraggio. Si tratta del membro di questo fantomatico Movimento San Isidro ripreso in un video mentre insultava un agente di polizia che era andato a convocarlo personalmente presso la sua residenza, e che poi si è rifiutato di presentarsi a una convocazione della polizia.

Solís González non è un nome nuovo per le forze dell’ordine cubane. Aveva già ricevuto diverse sanzioni amministrative per aver disturbato l'ordine e due ammonimenti ufficiali per molestie al turismo. L’attivista ha inoltre gridato a squarcia gola che che Trump è il suo presidente, convertitosi in ‘dissidente’, ha poi accettato le accuse e non presentato alcun ricorso. 

San Isidro: un nome, un programma

Forse andando alle origini di questo movimento può aiutarci a capire chi sono gli aderenti e soprattutto dove vogliono andare. Anche se questo appare abbastanza chiaro. 

Scrive Raul Antonio Capote sul quotidiano Granma: «Dalla fine del XIX secolo, il quartiere di San Isidro all'Avana Vecchia, si convertì in una ‘zona di tolleranza’.

Un quartiere di gente umile, tormentato dalla presenza dei marines yankee sbarcati in cerca di divertimento e sesso a buon mercato. La sua vita è cambiata quando la Rivoluzione ha trionfato nel 1959».

Il cambiamento di San Isidro è arrivato con la Rivoluzione: «Il quartiere dell'Avana, un tempo deriso, oggi ha 14 studi medici, una clinica di medicina tradizionale, una clinica veterinaria, tre scuole materne, una scuola materna e quattro scuole». 

L’autore dell’articolo riporta poi alcune testimonianze di residenti del quartiere raccolte due anni prima in occasione di un omaggio al Comandante in Capo, Fidel Castro. 

«Ci siamo incontrati, senza tribune o discorsi preparati, ai piedi della Ceiba del parco. Ricordo due interventi, uno in cui, a nome di tutti i vicini, un collega, di fede religiosa, dichiarava il suo appoggio incondizionato alla Rivoluzione.

L'altro era quello di un vecchio, che chiamava i suoi concittadini per ricordare com'era quel posto prima del '59 e quanti di loro, da bambini, conoscevano casi di donne oltraggiate dai marines». 

Ma ovviamente la stampa mainstream preferisce glissare su questi aspetti come sempre accade in questi casi. 

Chi c’è dietro il Movimento San Isidro?

Il Movimento San Isidro rappresenta al momento il centro dall'articolata rete di media al servizio degli interessi degli Stati Uniti, «non rappresenta affatto il quartiere umile, industrioso e rivoluzionario da cui hanno preso il nome e che ripudiano», scrive il professore di Storia con un passato nei servizi segreti. Nella sua precedente vita, Capote, è stato un agente cubano capace di infiltrarsi nella CIA. 

I legami con la destabilizzazione di marca USA sono evidenti. 

«Luis Manuel Otero Alcántara, che è identificato come il leader del gruppo, è autore di una serie di provocazioni, sostenute da Mara Tekach, quando era incaricata d’affari presso l'ambasciata statunitense a L'Avana. Tra i politici per cui professa ammirazione ci sono membri del Congresso che hanno promosso l'intensificazione del blocco genocida contro il popolo di Cuba.

Nei loro reality show che abitualmente fanno, si può apprezzare il degrado esistenziale e culturale del loro gruppo e il legame con i terroristi di Miami, che hanno compiuto azioni violente contro il nostro Paese».

In una delle trasmissioni in diretta di questo presunto movimento è stato calorosamente salutato William González Cabrera. Per chi non lo conoscesse si tratta di un terrorista responsabile del finanziamento di azioni contro strutture e stabilimenti a Cuba. Ricordiamo il tentativo di incendio di una caffetteria, un barbiere e una ‘bodega’.

Aggiunge poi Capote: «Il secondo pretesto che hanno inventato, per guadagnare popolarità con la loro provocazione, è l'eliminazione dei negozi di MLC, misura necessaria per fronteggiare l'inasprimento dell'assedio economico messo in atto dall'amministrazione Donald Trump, aggravato dalla crisi generata dal COVID-19.

Colpisce il fatto che le stesse persone che fanno questa richiesta acquistino cibo dall'estero in questi negozi attraverso una piattaforma online, nel mezzo dello sciopero della fame e della sete che affermano di sostenere».  

Come si affermava in apertura sono più che evidenti i legami con gli USA e gli intenti destabilizzanti di questo autoproclamato collettivo di artisti e intellettuali. 

Uno spettacolo già visto

Il nuovo spettacolo, orchestrato da Washington e Miami, fa parte dei piani di sovversione contro Cuba, e ha antecedenti in altre azioni simili organizzate, eseguite e finanziate dal governo USA negli innumerevoli tentativi falliti di rovesciare la Rivoluzione.

 

 

San Isidro come tentativo di Rivoluzione Colorata a Cuba. Scrive a tal proposito il Granma: «Se analizziamo il modus operandi del cosiddetto Movimento di San Isidro, troveremo molte regolarità presenti nella strategia di 'Golpe Suave' del politologo nordamericano Gene Sharp, similitudini con quanto accaduto nella Maidan ucraina, le guarimbas venezuelane e le azioni dei gruppi di criminali durante il golpe contro Evo Morales in Bolivia». 

La risposta del presidente cubano

Chi ha progettato la «farsa di San Isidro» ha sbagliato paese. 

«Non tolleriamo interferenze, provocazioni o manipolazioni. Il nostro popolo ha tutto il coraggio e l'autorità morale necessarie per sostenere una lotta per il cuore di Cuba». Con questa dichiarazione su Twitter, il presidente della Repubblica Miguel Díaz-Canel Bermúdez, ha risposto all'ultima provocazione politica finanziata dal governo degli Stati Uniti.

In diversi tweet, postando articoli della stampa rivoluzionaria e degli intellettuali cubani, il presidente ha denunciato l'insistenza degli Stati Uniti negli sforzi per colpire Cuba, soprattutto in quest'anno, segnato dalla pandemia e dall'irrigidimento del blocco.

Già lo scorso 28 di novembre il presidente Díaz-Canel aveva denunciato il sostegno dell'amministrazione Trump alle più recenti azioni intraprese a Cuba per generare instabilità politica. «Alcuni sono decisi a recitare in spettacoli mediatici che attaccano la Rivoluzione, avvelenando e mentendo sui social media. Il popolo rivoluzionario cubano reagirà». 

Fabrizio Verde

Fabrizio Verde

Direttore de l'AntiDiplomatico. Napoletano classe '80

Giornalista di stretta osservanza maradoniana

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