Due articoli del NYT forniscono (involontariamente) il livello del dispotismo del neoliberismo

6041
Due articoli del NYT forniscono (involontariamente) il livello del dispotismo del neoliberismo

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

Il neoliberismo è così egemonico da permettersi la trasparenza; o piuttosto il fatto è che miliardari e multinazionali, e i loro cortigiani e cortigiane, sanno perfettamente che i loro «nuovi» media e le loro «nuove» tecnologie (l’aggettivo è essenziale perché questi media e queste tecnologie vengono seguiti e usate solo perché di moda, non perché migliorino la società o le persone) hanno reso la gente indifferente a tutto e così ignorante e superficiale da non capire ciò che avviene e neppure ciò che le viene detto. Come esempio porto due recentissimi articoli del “New York Times”.

Uno di ieri su una professoressa della Università della Pennsylvania che il giornale vuole licenziata per aver detto che secondo lei i neri sono di media meno intelligenti dei bianchi; il che proprio non so come si possa stabilire (a meno che non si ricorra a quell’americanata degli «intelligence tests») ma il punto non è questo; il punto è che lo stesso “New York Times” approva e promuove sanzioni e guerre (calde o fredde che siano) contro i paesi in cui non venga assicurata la libertà di espressione. Del resto tutti gli americani, trumpisti o bideniani che siano, sono fieri del loro primo emendamento, che appunto proclama «la libertà di parola e di stampa»; il che però non significa affatto che questa venga protetta concretamente, se non impedendo al governo di fare leggi che la limitino: in sostanza è un ennesimo attacco, liberista ante litteram, all’autorità dello Stato, mentre ai privati si concede di fare ciò che gli pare, incluso licenziare in tronco chi osi dissentire o parlare in modo politicamente incorretto. Ve lo racconto perché è quello a cui mira il Pd dell’americana

Schlein (ma anche la Lega di Salvini o i Fratelli di Meloni): pesanti limitazioni al potere pubblico, totale anarchia a livello privato.

Del tutto coerente un editoriale di domenica scorsa dello stesso “New York Times”, in cui si citava con approvazione un discorso del segretario di stato Antony Blinken in cui si lamentava del fatto che gli Stati Uniti non facciano abbastanza per «persuadere o obbligare la Cina ad attenersi alle regole americane». Più chiaro di così: le regole americane sono le regole di tutti e chi non le rispetta è antidemocratico e probabilmente terrorista. E poco più avanti: «Vogliamo essere sicuri di poterli superare per garantirci il controllo dei cuori e delle menti a livello planetario». Il pensiero unico come esplicito obiettivo e la manipolazione mediatica come legittimo mezzo per raggiungerlo. In sostanza, la libertà esiste finché è la libertà corretta.

Questo non è fascismo perché il fascismo era nazionale e statalista; questo è un totalitarismo globale e chiunque non provi a resistergli con il cuore e con la mente ne è complice e non potrà, un giorno, fingersi innocente o ignaro. Abbiamo i mezzi per prendere coscienza e chi non lo fa è perché gli piace sentirsi (anche se poi magari non lo è affatto) un vincente anche lui.

Francesco Erspamer

Francesco Erspamer

 

Professore di studi italiani e romanzi a Harvard; in precedenza ha insegnato alla II Università di Roma e alla New York University, e come visiting professor alla Arizona State University, alla University of Toronto, a UCLA, a Johns Hopkins e a McGill

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo   Una finestra aperta CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia? di Fabio Massimo Paernti Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN di Alessandro Bartoloni USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Cosa ci insegna la storia dei due registi ebrei di Naza di Paolo Desogus Cosa ci insegna la storia dei due registi ebrei di Naza

Cosa ci insegna la storia dei due registi ebrei di Naza

Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo di Geraldina Colotti Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo

Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

L'ultima "perla" di Crosetto a Varsavia di Marinella Mondaini L'ultima "perla" di Crosetto a Varsavia

L'ultima "perla" di Crosetto a Varsavia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina di Giorgio Cremaschi Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina

Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti