Figliuolo, i vaccini e Mameli: uno è di troppo

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Figliuolo, i vaccini e Mameli: uno è di troppo

"Stringiamoci a coorte". Dice il generalissimo Figliuolo per "rassicurare gli italiani" sballottati tra atti di fede alla "scienza" e contraddizioni ormai da commedia all'italiana sul vaccino sì o no, mix, cittadini rimasti con la prima dose, hub vuoti e farmacie che continuano a spacciare Astrazeneca o J&J a richiedenti di qualsiasi età, visto che non c'è alcun divieto ufficiale.

 

Qualsiasi governo sarebbe caduto dinanzi ad un pasticcio simile, o, quantomeno, avrebbe fatto saltare alcune teste, dal ministro Speranza ai membri del CTS.

 

Invece Draghi non sente neppure il bisogno di affacciarsi al balcone televisivo per arringare le folle. L'annuncio della guerra lo dà il suo generale: davanti ad un nemico puoi mai indugiare in polemiche? Puoi perdere tempo a contare morti e feriti?


Giammai.


Stringiamoci a coorte, dice Figliuolo. Peccato che, come fa notare Tomaso Montanari su LA7, qualsiasi italiano abbia automaticamente riportato alla memoria i versi seguenti dell'inno nazionale.


"Siam pronti alla morte".


Ma non si tratta di un banale errore di comunicazione.


No, la macchina da guerra, poco gioiosa, dell'esercito italiano, sguinzagliato anche nei paesini più impervi, non già a catturare mafiosi o terroristi, non certo a tutelare dal disastro idrogeologico o dei rifiuti tossici interrati, ma a ricercare uno per uno vecchietti recalcitranti, per vaccinarli.


A mezz'ora in più è andato in onda un servizio in cui la troupe di Rai 3 ha seguito questi eroi che "a siringa tratta" combattevano senza paura il virus.


Trovavano anziani che non avevano chiesto di essere vaccinati e "li convincevano".


Una soldatessa dice testualmente: "le persone hanno paura (di farsi vaccinare) perché anziane purtroppo hanno una percezione del mondo legato alla tivù".


Ma se così fosse, se la sola informazione fosse la TV, allora questi vecchietti latitanti correrebbero ad arruolarsi.


Poiché in TV è vietato qualsiasi parere discordante dal pensiero unico, ( per non suscitare dubbi e ritardare la vaccinazione di massa), magari questi anziani ricercati dall'esercito stanno vivendo un dejavu dell'istituto Luce e non si fidano più?
Intanto mi piace pensare il nostro generalissimo, con espressioni da fare invidia alle meravigliose commedie del neorealismo post bellico, a bordo di un sidecar che trasporta il nostro vecchietto alla meta, gridando ad ogni piè sospinto "buca con acqua".


PS: il certificato vaccinale italiano non è valido negli Stati membri perché non redatto in inglese.
"L'Italia chiamò"

Agata Iacono

Agata Iacono

Sociologa e antropologa

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