Generale iraniano irride le sanzioni UE: "Con i miei soldi comprate il carbone ai vostri cittadini"

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Generale iraniano irride le sanzioni UE: "Con i miei soldi comprate il carbone ai vostri cittadini"

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In risposta alle sanzioni imposto dall'Unione Europea contro l'Iran di recente, a causa del presunto invio di droni alla Russia, il generale Muhammad Bagheri ha rilasciato una dichiarazione: "L'Unione Europea, quattro giorni fa, e per quello che ha definito come l'invio di droni iraniani in Russia, ha messo il mio nome nella lista dei sanzionati, anche il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha inserito Il mio nome nella lista dei banditi.”

Il generale iraniano, ha aggiunto che "la rabbia dell'America e dei suoi reggicoda, cioè l'Unione Europea, è comprensibile. Dalla vittoria della Rivoluzione islamica, le forze armate della Repubblica islamica sono state messe nella lista dei sanzionati, ma le nostre forze armate hanno trasformato la minaccia in un'opportunità... Se un giorno hanno impedito anche di rifornire di filo spinato per i nostri caccia, oggi si mettono in fila per acquistare i missili di precisione e i droni iraniani.”

Non è finita qui. Bagheri ha rilanciato sarcasticamente: "Ho una proposta umanitaria per l'Unione Europea, tutti i soldi che il maggiore generale Muhammad Husayn Bagheri possiede nelle banche di tutto il mondo siano utilizzati per acquistare carbone per i cittadini di L'Europa... perché hanno davanti un inverno rigido".

Una replica geniale che ridicolizza anni di sanzioni contro i paesi indipendenti. Le sanzioni, specie contro paesi come l’Iran, che un tempo erano partner privilegiati per l’Italia, fanno danno alle imprese, ai lavoratori e ai cittadini.

Con il pretesto di appoggiare proteste per i diritti umani, o per l’invio di armi alla Russia, non solo si aggiungono sanzioni, è quasi compromesso l’accordo sul nucleare che avrebbe permesso all’Italia, all’Europa di poter usufruire di gas e petrolio dell’Iran.

Invece, no. Si chiude un’altra porta della leale collaborazione per seguire i dettami di Washington.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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