“Giù le mani dalla Legge Fornero”, il diktat della BCE

“In alcuni Paesi, per esempio Spagna e Italia, sembra esserci un elevato rischio che le riforme delle pensioni adottate in precedenza siano cancellate” sentenzia la Bce

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“Giù le mani dalla Legge Fornero”, il diktat della BCE

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Prevedibile come un temporale di autunno, la Banca Centrale Europea ha fatto scattare la gabbia che rinchiude ogni velleità di vere riforme sociali nei paesi membri dell’Eurozona.  “In alcuni Paesi, per esempio Spagna e Italia, sembra esserci un elevato rischio che le riforme delle pensioni adottate in precedenza siano cancellate” sentenzia la Bce nell’ultimo bollettino economico, in cui viene inserita un’analisi sull’invecchiamento della popolazione – l’Aeging Report 2018 – a sostegno della tesi non scritta ma leggibile tra le righe per cui: “o i vecchi muoiono prima o diventano un costo non accettabile”.


La Banca centrale europea nel bollettino economico, indicando le consuete raccomandazioni per la correzione dei conti pubblici,  sottolinea inoltre  che “La ‘discrezionalità’ adottata nell’accordare una riduzione dei requisiti di aggiustamento a due paesi nel 2018”, e cioè Italia e Slovenia, riflette un’applicazione del patto di stabilità “possibile a scapito della completa trasparenza, coerenza e prevedibilità dell’intero quadro di riferimento”.


Per la Bce il rischio che in paesi come Italia e Spagna, si modifichino le penalizzanti controriforme pensionistiche – come la Legge Fornero – potrebbe aumentare anche per i paesi in cui, ad oggi, si prevedono importanti cali dei tassi di sostituzione (cioè una riduzione del numero degli occupati che non compensi quello dei nuovi pensionati, ndr). In tali casi in alternativa, potrebbe aumentare il rischio di sempre maggiori trasferimenti di natura assistenziale qualora i piani pensionistici privati non fossero in grado di sopperire al divario”.


Nell’avviso di garanzia inviato al governo italiano, il documento la Bce ricorda infine il “considerevole aumento” dello spread tra i titoli di stato Italiani e i Bund tedeschi innescato sui mercati dal contratto di governo firmato da Movimento 5 Stelle e Lega. “Dopo aver evidenziato fluttuazioni relativamente moderate nella prima parte del periodo in esame, i differenziali dei titoli di Stato italiani sono considerevolmente aumentati dopo il 15 maggio quando i mercati hanno conosciuto i dettagli contenuti nella proposta di programma avanzata dal nuovo governo. Le condizioni dei mercati delle obbligazioni sovrane sono da allora rimaste volatili con i differenziali dei titoli di Stato italiani ben al di sopra dei rispettivi livelli di aprile. Anche i mercati dei titoli di Stato di altri paesi dell’area dell’euro sono stati in varia misura coinvolti”.


In generale secondo la Bce i differenziali sui titoli di Stato hanno mostrato un considerevole livello di volatilità dalla seconda metà di maggio, in un contesto caratterizzato da incertezza politica in Italia.


Insomma o si rompe la gabbia dell’Eurozona o ci si muore dentro. Tra le due è decisamente migliore la prima ipotesi.

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