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Gli ebrei statunitensi condannano la scellerata scelta di Trump e la violenza brutale di Israele

 

Rebecca Vilkomerson, direttore esecutivo di Jewish Voice for Peace, denuncia: «Questa è una Nakba persistente»

 

Gli ebrei statunitensi riuniti nell’associazione Jewish Voice for Peace condannano la decisione di trasferire l’ambasciata degli Stati Uniti da Tel Aviv a Gerusalemme. Una mossa decisamente avventata che ha scoperchiato un vero e proprio Vaso di Pandora, come ha sottolineato il quotidiano cinese Global Times

 

Queste le parole di Rebecca Vilkomerson, direttore esecutivo di Jewish Voice for Peace: «Questa è una Nakba persistente», ha dichiarato in relazione alla brutale violenza esercitata sugli inermi manifestanti di Gaza. Per sottolineare come si sia trattato di un vero e proprio massacro voluto. Altro che scontri come riferito dai media mainstream nostrani, che hanno raggiunto il ridicolo parlando di manifestanti inviati da Hamas a immolarsi correndo verso le pallottole sparate dai cecchini dell’esercito sionista israeliano. 

 

«La celebrazione dell'annessione, anche se i palestinesi - la stragrande maggioranza dei quali sono rifugiati - vengono uccisi semplicemente per aver protestato per i loro diritti fondamentali di vivere in dignità e libertà, non potrebbero illustrare più chiaramente la perdurante catastrofe che Israele sta imponendo ai palestinesi», continua la denuncia Rebecca Vilkomerson, che poi sottolinea come questo avvenga «con la piena collusione degli Stati Uniti». 

 

Anche il rabbino Joseph Berman, direttore degli affari governativi e dell'avvocatura di base per JVP condanna la scellerata decisione di Donald Trump: «Gerusalemme è un simbolo di integrità, liberazione e speranza.

La mossa immorale e irresponsabile di Trump dell'Ambasciata degli Stati Uniti a Gerusalemme profana la città, va contro il consenso internazionale e contribuisce all'occupazione in corso e allo sfollamento dei palestinesi».

 

Il rabbino Lynn Gottlieb, membro del Consiglio rabbinico JVP, ha aggiunto: «Sono scosso fino al midollo e sconcertato che, proprio in occasione della settantesima commemorazione della catastrofe che ha colpito i palestinesi quando è stato stabilito lo Stato di Israele, le forze militari israeliane stiano continuando a sparare su uomini disarmati, donne e bambini impegnati nella protesta non violenta. Non possiamo essere silenziosi. L'uccisione e la mutilazione dei palestinesi in cerca dei loro diritti umani devono cessare immediatamente». Il Consiglio Rabbinico JVP ha rilasciato una dichiarazione che condanna l'uccisione di manifestanti a Gaza.

 

Insomma, dagli ebrei statunitensi arriva una netta presa di distanza dalle politiche di Trump e dalla feroce violenza perpetrata dalle forze di occupazione israeliane contro i manifestanti di Gaza. 

 

Mentre sui nostri media mainstream - democratici beninteso - ogni voce che proponga il minimo dissenso verso le criminali politiche colonialiste di Israele viene immediatamente bollata con l’infame condanna di antisemitismo.  

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