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Global Times - Il risultato elettorale in Argentina può respingere l'ondata conservatrice in America Latina

 


di María José Haro Sly* - Global Times
 

Domenica sono state svolte le elezioni primarie in Argentina. Elezioni preliminari per la definizione dei candidati nei diversi partiti. Le elezioni finali si terranno invece ad ottobre.

 

Il popolo ha optato per un cambiamento progressista. Alberto Fernandez, professore di diritto penale all'Università di Buenos Aires e capo del gabinetto durante la presidenza di Nestor Kirchner, ha stretto un'alleanza con l'ex presidente Cristina Fernandez de Kirchner come vicepresidente. Hanno sconfitto il presidente Mauricio Macri con il 47% contro il 32% dei voti.

 

I numeri sono ancora provvisori poiché il software installato per contare i voti non funziona bene. Il governo ha ritardato l'esito delle elezioni di un paio d'ore. Macri come candidato presidenziale ha ammesso una sconfitta schietta e ha invitato le persone ad andare a "dormire" senza offrire alcun risultato ufficiale, aggiungendo un nuovo contributo alla lunga lista delle sue cattive gestioni.

 

Sebbene il governo Macri contasse sul sostegno del FMI e dei media privati compatti, il popolo ha deciso di votare contro l'agenda neoliberista. Dopo quattro anni di Macri come presidente, il paese è sprofondato in una crisi economica. L'alleanza con il FMI ha portato il paese a un aumento del rapporto debito/PIL di quasi il 90 percento. L'FMI ha concesso a Macri il più grande prestito dell'intera storia dell'istituzione, ma non ci sono stati segni di ripresa economica.

 

Le politiche neoliberiste hanno contribuito a una situazione sociale ed economica insopportabile per la maggior parte delle persone. La povertà si è diffusa al 35 percento della popolazione, l'inflazione è superiore al 50 percento, i tassi di interesse hanno raggiunto il 70 percento e la svalutazione della valuta nazionale è stata del 370 percento. Le piccole e medie imprese hanno chiuso e il deficit commerciale è il peggiore dell'intera storia del paese. La "pioggia di investimenti" non è mai arrivata.

 

"Con Cristina non è abbastanza, ma senza di lei non è possibile vincere", ha detto Fernandez durante la campagna elettorale. Il Frente de Todos è l'alleanza che riunisce la maggior parte dei leader divisi nel 2015 e cercava un leader peronista in grado di riunire le diverse voci.

Questa alleanza potrebbe cambiare il modello economico del Paese.

 

In ottobre questo risultato diverrà probabilmente il risultato definitivo. Ma in una situazione economica instabile, ottobre sembra essere molto lontano. Nessuno sa cosa farà l'FMI nelle prossime settimane. L'FMI ammetterà nuovamente il completo fallimento del suo programma per i paesi in via di sviluppo? Alberto Fernandez può risolvere il problema? È stato un negoziatore chiave con Nestor Kirchner nel default del paese nel 2001. Ha promesso di ristabilire un'agenda economica keynesiana per promuovere una migliore situazione economica e sociale basata sulla produzione anziché sulla speculazione finanziaria e una reale crescita economica basata sull'inclusione.

 

Ciò che accadrà in Argentina sarà importante per l'intera regione. Potrebbe fermare l'ondata dei governi di destra in America Latina. Nella maggior parte dei paesi del continente, dopo che i militari hanno perso il loro ruolo centrale nell’organizzazione dei golpe, la nuova era ha visto impegnato su questo fronte il potere giudiziario. In Brasile, l'ex presidente Lula è diventato vittima di un'ingiusta condanna del giudice Sergio Moro. Ma in Argentina, la realtà ha sconfitto il mondo immaginario rappresentato dai media e le politiche impopolari di Macri.

 

Questo risultato avrà ripercussioni sulle relazioni Cina-Argentina. Sebbene la Cina sia il secondo maggiore partner commerciale dell'Argentina, Macri è stata spinto dal FMI e dagli Stati Uniti a prendere una certa distanza dalla potenza asiatica. All'inizio della sua presidenza voleva cancellare la maggior parte dei progetti firmati da Cristina Fernandez de Kirchner. Alla fine, ha rinegoziato la maggior parte di essi, ma non ha creato una posizione chiara che potesse avvantaggiare l'Argentina.

 

L'Argentina avrà bisogno del sostegno cinese per far fronte ai suoi debiti esterni. Aumentare le nostre esportazioni in Cina e alleviare il crescente deficit commerciale contribuirà a bilanciare il settore esterno. Questo partenariato strategico globale potrebbe creare una nuova tappa per entrambi i paesi.


*L'autrice è una studiosa argentina presso l'Università Renmin della Cina
 

(Traduzione de l’AntiDiplomatico)

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