/ Il Modello Riace ha già vinto

Il Modello Riace ha già vinto

 


di Paola Di Lullo 
 
"Nati così, in un posto dove le masse trasformano i cretini in eroi di successo" - Charles Bukowski
 

Domenico Lucano. Per tutti, Mimmo. Capatosta. Riace. I bronzi. Gli sbronzi. Accoglienza, integrazione, ripopolazione di un borgo sperso tra le campagne. Morto, come molti, troppi in Italia. Deportazione. Leggi razziali.

Che si era messo in testa, questo sindaco di un paesino della Locride? Davvero credeva che accogliere migranti bisognosi senza ricavarne un solo centesimo sarebbe stato considerato un merito nell'Italia del "prima gli italiani" ed "aiutiamoli a casa loro"? Davvero pensava che ciò che è rimasto di quella sinistra in cui ha creduto tutta la vita avrebbe anteposto la tutela degli indifesi ai propri interessi? "Migrazioni controllate" oppure si rischia la globalizzazione, si diventa imperialisti e capitalisti, questa è la posizione di larga parte della sinistra che dovrebbe autoimplodere. Meglio nazionalisti e che ci frega di un mondo allo sfascio anche grazie alla nostra partecipazione? Che ci importa se "persone che non vogliono migrare, ma son costrette dagli scafisti", scafisti, non guerre o carestie, persecuzioni e condizioni di vita non decorose, annegano in mare?

Non ho mai pensato né chiesto di scrivere. È un'esigenza del tutto personale, che trova sfogo anche solo nei miei post. Nessuna velleità giornalistica né letteraria. Nemmeno ho mai amato vantarmi del poco, pochissimo che faccio.

E però, oggi non ci sto. Sono molto più qualificata di certuni, italiani emigrati all'estero o voyeur da tastiera, a scrivere di immigrazione. Io, almeno, mi son sporcata, ed è stato un onore, scarpe e vestiti nei campi profughi. I certuni, Signori della sinistra,  scrivono minchiate dal loro divano, esaminano fotografie di bambini morti annegati, manco fossero medici legali in procinto di fare autopsie. Scomodano e mischiano Marx, Lenin, Keynes, scafisti ed ONG. Fanno dietrologia, sulla pelle di persone, esseri umani. Sono razzisti e fascisti travestiti da pseudo intellettuali di sinistra. Alle loro citazioni colte, alle statistiche, al tentativo di strumentalizzazione, al loro riferirsi a chi vuol conservare umanità come "buonisti" o radical chic, termini naturalmente dispregiativi, posso solo replicare che dovrebbero vergognarsi e nascondersi, invece di deliziarci con le loro luride tesi.

Ma cosa ci si può aspettare da chi non sa cosa significhi essere umani, da chi non sa riconoscere, nell'altro, sé stesso? Perché, l'altro chiunque esso sia, è migliore di tutti costoro messi insieme.
Sono e sarò sempre per l'accoglienza tout court, per la libera circolazione delle persone da ogni luogo per ogni luogo. Ancor di più, ma non è condizione imprescindibile, se parliamo di persone che fuggono dall'inferno, dovunque e da chiunque generato.
 
Ma oggi l'esigenza è di parlare di Mimmo Lucano e di Riace, un'esperienza che, non unica in Italia, ha fatto da apripista e quindi andava smantellata. Un modello che nasce nel 1998 quando, sulle coste calabre sbarcano circa 200 curdi e vengono inviati a Riace. Accolti con entusiasmo. Il padre di Mimmo dirà " Me li portò dentro casa. Cosa aveva in mente, questo figlio?"

"Secondo Domenico Lucano, sindaco da tre mandati, lo sbarco del 1998 ha avuto un significato profondo per il paesello calabrese, situato nella zona meridionale della costa jonica. Fino a quel momento Riace aveva conosciuto soltanto i flussi migratori in uscita, con i paesani che abbandonavano il loro ruolo di braccianti per andare a lavorare nelle industrie del nord. “Quella barca nel 1998 ha incontrato una comunità con un destino segnato” racconta il sindaco. “Le case erano vuote e l’economia locale era paralizzata. Con un gruppo di amici, compagni di molte attività politiche e sociali, abbiamo fondato l’associazione ‘Città Futura’ e formato una giunta per trasformare Riace nella città dell’accoglienza. Sognavamo una cittadina basata sugli stessi valori della cultura locale, incontaminata dal capitalismo e dal consumismo. Una cultura dell’ospitalità, che trova sempre il modo e lo spazio per accogliere dei forestieri”. (http://reportage.corriere.it/senza-categoria/2015/a-riace-laccoglienza-ai-migranti-e-di-casa-2/?refresh_ce-cp)
Città Futura, dedicata a Don Pino Puglisi, ha come obiettivo la riapertura delle case abbandonate di Riace, risistemate e  concesse in comodato d'uso ai migranti, ma anche il recupero dei vecchi  laboratori di tessitura, ceramica, vetro e confetture, per offrire lavoro ai nuovi abitanti del paese.

Dal 2004 sindaco amatissimo di Riace, membro di Recosol ( rete dei comuni solidali ), Mimmo  continua ad accogliere, mai sordo ai richiami, come quello che arriva nel 2009 dal sindaco di Lampedusa. Seguiranno Ragusa e Crotone e Mimì capatosta, come lo definisce nel titolo del suo libro Tiziana Barillà,  non si tirerà mai indietro.

Da allora è al suo terzo mandato, è arrivato terzo nella competizione mondiale dei sindaci, proprio grazie ai progetti di accoglienza da lui sviluppati ed entrato di merito tra i 50 leader più importanti del mondo. La rivista Fortune lo ha collocato infatti al 40° posto.
Nel 2016, dopo la stipula degli accordi firmati dall'Ue con la Turchia*, poco prima degli accordi tra  Minniti e la Libia
, firmati il 2 febbraio dell'anno successivo, per i quali il sig. ministro è stato denunciato al Tribunale permanente dei Popoli
*, la procura di Locri apre un indagine su Mimmo Lucano, accusato di truffa e concussione. Il ministero taglia tutti i fondi destinati a Riace, cioè i 35 € giornalieri per ciascun migrante.

Nell'ottobre del 2017 arriva l'avviso di garanzia da parte della procura di Locri, con cui la medesima contesta a Mimì i reati di  truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ai danni dello Stato e dell'Unione Europea, concussione e abuso d'ufficio.
Il 2 ottobre di quest'anno, l'arresto.

La politica, che poco ha a che fare con le indagini della magistratura, nella persona del ministro degli Interni, Matteo Salvini, ha deciso, con una deliberazione del 9 ottobre scorso del suo dipartimento Immigrazione, la chiusura di tutti i progetti e il trasferimento di tutti i migranti entro 60 giorni (http://www.ildubbio.news/ildubbio/2018/10/13/il-viminale-cancella-il-modello-riace-i-migranti-verranno-spostati   e   http://www.recnews.it/2018/10/13/il-viminale-richiama-allordine-il-comune-di-riace/ ). Siamo alla chiusa finale, alla deportazione, alle leggi razziali.
Non mi soffermerò sulla delibera, è stata ampiamente pubblicata, ma sui motivi per cui il modello Riace deve fallire. A partire dalle indagini su Mimmo Lucano e sul suo arresto. Perché il modello Riace è indissolubilmente legato al suo ideatore e principale attuatore, uomo, fallibile come tanti. Si colpisce lui per colpire il progetto, gli ideali di una vita e di una comunità.

La misura cautelare degli arresti domiciliari, è stata disposta dal giudice per le indagini preliminari Domenico Di Croce, che ha accolto la richiesta della procura. L’accusa è di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e affidamento fraudolento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti a due cooperative della zona, l'Eco-Riace e l’Arcobaleno, senza indire alcuna gara d’appalto e senza che le due cooperative fossero iscritte nell’albo regionale come previsto.
Ma il giudice, nella sua ordinanza, smonta gran parte dell’inchiesta parlando di congetture, errori procedurali, inesattezze. Critiche per nulla velate all’impianto accusatorio costruito dalla procura che viene più volte descritto come “laconico”, “congetturale”, “sfornito dei requisiti di chiarezza, univocità e concordanza”.

 L’indagine, durata un anno e mezzo e fondata su intercettazioni ambientali e telefoniche, oltre che sull’acquisizione di diversi atti amministrativi, ha prodotto una “corposa istanza coercitiva” da parte del pm. Che però si è limitato ad un “acritico recepimento” delle “conclusioni raggiunte all’esito di una lunga attività della Gdf di Locri”, scrive il gip. Un primo cittadino, che “vive oltre le regole” lo definisce il gip, ma che non ha arricchito né le associazioni che ricevevano i soldi destinati alla gestione dei migranti che arrivano in Italia e diventano ospiti di Sprar (servizio per i richiedenti asilo gestito dai comuni) e Cas (centri di accoglienza straordinaria), né ha preso soldi lui. “Sono un sindaco povero, neanche un centesimo fuori posto", diceva Mimmo ad agosto . Ed ancora “Sono un fuorilegge”, a proposito del rilascio di una carta di identità a una donna cui era stato negato per tre volte il permesso di soggiorno. (http://espresso.repubblica.it/attualita/2018/10/09/news/perche-odiano-mimmo-lucano-1.327634).
 
Le uniche accuse che rimangono in piedi e che giustificano l’arresto sono quelle di cui sopra :  non aver messo a bando gli appalti della raccolta dei rifiuti porta a porta ed il  favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. 
Mentre tutti attendiamo il 16 ottobre, giorno in cui il tribunale del riesame di Reggio Calabria si pronuncerà sulla scarcerazione, mentre, insomma, su Lucano si attendono gli esiti delle indagini della magistratura, la politica ha già condannato, senza appello, e deciso di chiudere. Punto. Fine. Stop.

Perché? Perché Mimmo e Riace hanno dimostrato che accogliere si può, a costo zero; che l'integrazione è possibile, anche in un paesino popolato prevalentemente da anziani calabresi e giovani nigeriani, in una contraddizione ottica meravigliosa; che si può introdurre la raccolta porta a porta usando gli asini e che la si può affidare a ditte fidate, anche senza bando, perché si può garantire sulla loro onestà, che non esiste nessuna emergenza migranti, come hanno voluto farci credere, prima il PD e poi il gatto e la volpe; che, talvolta, la "disobbedienza civile", il superamento di leggi bigotte e restrittive, diventa necessaria, soprattutto se in gioco ci sono vite umane
 
Penso, ad esempio, al decreto Minniti Orlando (https://www.internazionale.it/notizie/annalisa-camilli/2017/04/12/decreto-minniti-orlan://www.ilpost.it/2013/10/04/legge-bossi-fini/) o a quel capolavoro della legge Bossi Fini (https://www.ilpost.it/2013/10/04/legge-bossi-fini/).
 
Contro la decisione del ministero degli Interni si è schierato Gianfranco Schiavone, vicepresidente Asgi (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione) e consulente del comune di Riace che, ai microfoni di Radio Capital ha dichiarato : "Si contesta al comune di aver tenuto le persone troppo a lungo, ma lo ha fatto perché erano soggetti vulnerabili. Aiutare le persone per il ministero è un'irregolarità". (https://video.repubblica.it/dossier/immigrati-2015/migranti-il-viminale-cancella-riace-l-esperto-irregolarita-modeste-decisione-spropositata/316807/317437). Pronto il ricorso al Tar, con tantissime ragioni, prima tra tutte che il modello Riace risale al 2002, anno di nascita del progetto Sprar. Singolare che  a distanza di 16 anni lo si attacchi come fallimentare, mentre era invece consolidato e girava a pieno regime.

Con lui anche i giuristi democratici, con due comunicati :
http://giuristidemocratici.it/Comunicati/post/20181002152505?page=1
http://giuristidemocratici.it/Comunicati/post/20181014001205?page=1

Ed ancora, Carla Nespolo, presidente dell'Anpi che, rivolgendosi ai 5 Stelle, dichiara :"Non girate lo sguardo da un’ altra parte. Fermate Salvini. Almeno per decenza, in una terra bella e difficile come la Calabria, ricordategli che è utile perseguire mafia e ’ndrangheta. Non un uomo onesto come Mimmo Lucano". Ed ancora : "L’intenzione, dopo l’assurdo arresto del sindaco, è quella di mettere la parola fine a questa esperienza. L’indignazione è grande, ma dobbiamo prima di tutto chiederci: perché questo avviene? Perché il ministro dell’Interno o riesce a cancellare Riace o la sua teoria immigrazione=delinquenza viene smentita. Ma il ministro Salvini dimentica una cosa: Riace c’è già stata. È un modello di cui parla tutta Europa. Riace dimostra che non solo l’integrazione è possibile, ma benefica. Se un piccolo borgo spopolato ha potuto riprendere mestieri, scuole e lavoro, proprio grazie alle nuove energie dei migranti, Riace ha già vinto".

Ed il Viminale è "costretto" a rettificare : "I migranti si muoveranno solo su base volontaria. È il meccanismo che scatta quando un progetto Sprar deve chiudere, perché finisce oppure perché viene revocato dal Viminale. Quando accade, i migranti hanno due opzioni: restare dove sono (e non beneficiare più del sistema di accoglienza), oppure possono andare in altri progetti Sprar nelle vicinanze, naturalmente sulla base delle disponibilità". (https://www.corriere.it/politica/18_ottobre_14/riace-protesta-dell-anpi-violenza-vendetta-bisogna-fermare-salvini-35e362ba-cfbf-11e8-b703-d4392e87dd2b.shtml)
 
Sabato 6 ottobre sono stata a Riace. Lì, come ad Idomeni, ho assistito alla sconfitta dei pregiudizi, dell'Italia che respinge, come l'Europa, alla morte delle coscienze e di una sinistra sempre più a destra, sempre più razzista, ma incapace di autocritica. Con una profonda differenza : Riace è per i migranti un porto sicuro, una tana, una famiglia. Idomeni era un ghetto. Un ghetto come la tendopoli di San Ferdinando, per restare in Calabria, dove Salvini si è recato a fare passerella.

Ho visto anche i vincitori, i migranti che, mescolati ai riacesi, urlavano slogan a sostegno e supporto del loro sindaco, di quell'uomo che da uomini li ha trattati. In un mondo che li tratta peggio di bestie da circo. Ho visto donne con bambini in passeggino, padri con bimbi sulle spalle, volti sorridenti e fieri della partecipazione di tante persone a quella giornata in supporto di "Mimmo non CI arresta", "Mimmo non Si arresta".

E, com'era prevedibile, Mimmo ha dichiarato che andrà avanti. Fuori dallo Sprar, Riace, il villaggio globale,  proverà a farcela con le sue forze. Perché, giusto o sbagliato che sia, Riace è Mimmo, e Mimmo è Riace. Che ne sia il sindaco oppure no. Le sue parole : «Proveremo a continuare senza contributi esterni. Perché non mandavamo via le persone al termine dei sei mesi? Perché è una regola inumana». (https://www.youtube.com/watch?v=vlI2g9zqQNI)
 
Riace e Mimmo Lucano hanno mostrato che un'altra Italia è possibile. Salvini, ricorrendo a testimoni discutibili ed ambigui, ha mostrato, a voler essere buoni, superficialità e mancanza di competenza conoscenza del territorio. Ed allora lo lasci amministrare a chi lo vive, seppur le leggi non sono rispettate all'ultima virgola. Perché il rischio, o la volontà?, è che i migranti tornino ad essere gestiti dalla 'ndrangheta, ed allora sì che saranno guai.

Chiudo con le parole del ministro degli Interni, indagato dalla procura di Palermo solo per il sequestro della nave Diciotti, ma libero e reo, insieme al suo partito, di aver sottratto agli italiani 49.000.000 €, nonostante la Cassazione abbia ordinato di sequestrare i fondi ovunque si trovino. "Chi sbaglia, paga. Non si possono tollerare irregolarità nell’uso di fondi pubblici, nemmeno se c’è la scusa di spenderli per gli immigrati". Credo che gli italiani abbiano il diritto di sapere come e dove sono stati utilizzati quei soldi che il ministro ed i suoi colleghi di partito potranno infine restituire in 80 anni. Ed il dovere di resistere, con ogni mezzo lecito, a questa deportazione ed a questo governo.



 https://www.repubblica.it/esteri/2016/03/18/news/il_testo_completo_dell_accordo_ue-turchia-135813440/

 https://www.repubblica.it/esteri/2017/02/02/news/migranti_accordo_italia-libia_ecco_cosa_contiene_in_memorandum-157464439/
https://www.osservatoriosullefonti.it/archivi/archivio-rubriche/archivio-rubriche-2017/419-fonti-dell-unione-europea-e-internazionali/1840-osf-3-2017-int-3

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-minniti_scippa_i_soldi_allafrica_andr_davanti_al_tribunale_permanente_dei_popoli/5871_22174/


 
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