Il "mondo" condanna la Russia: davvero credete alla retorica della CNN e del NYT?

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La retorica del New York Times e di CNN, e di conseguenza di tutti i giornali e telegiornali italiani, è che «il mondo» condanna la Russia. Davvero? La popolazione complessiva di tutti i paesi i cui governi hanno imposto sanzioni economiche, bloccato conti, discriminato cittadini russi, scatenato vergognose campagne russofobiche, e che giustamente la Russia considera ostili, è di meno di un miliardo e duecento milioni. Che costituisce un settimo della popolazione mondiale.
 
Capisco che gli occidentali si considerino il sale della Terra; anch’io sono orgoglioso di essere italiano e non ho sensi di inferiorità culturale nei confronti di nessun’altra nazione; ma neppure mi sento superiore e certamente non credo di avere il diritto o addirittura il dovere di fare da balia o da poliziotto agli altri popoli. In particolare, non credo di avere il diritto o il dovere di parlare a nome del pianeta o di agire per il suo “bene”. Che troppo spesso peraltro coincide con il “nostro” bene, visto che da decenni proprio i paesi oggi uniti in una crociata per la giustizia e la libertà hanno sistematicamente saccheggiato il resto del mondo per vivere ben al di là dei loro mezzi, quasi l’opulenza fosse un loro destino manifesto.
 
Penso che sarebbe molto meglio se ciascun popolo si preoccupasse apertamente dei propri specifici interessi invece di trasformare i propri valori in valori universali per fare i propri interessi facendo finta che siano di tutti. La pace che piace a Biden e a Draghi è solo la pace che fa comodo al neocapitalismo americano e alla sua succursale italiana; per fare la pace vera occorre cominciare ad accontentarsi del benessere che abbiamo, senza precedenti nella Storia, e distribuirlo meglio, internamente, togliendo ai miliardari e ai loro cortigiani, senza il bisogno di “crescere” indefinitamente, di avere sempre di più. Che siano ora altri paesi a raggiungere anche loro un livello di sufficiente ricchezza, senza il nostro aiuto e nel modo che pare loro più adatto. Dopo di che il bene, se c’è, verrà raggiunto non perché universale ma perché condiviso.
 
Non credete a questa favola? Pensate che l’umanità sia inevitabilmente egoista e portata alla prepotenza e all’avidità? Che, come diceva il profeta del liberismo anglosassone, homo homini lupus? Ma allora smettetela di sentirvi vittime innocenti solo perché per una volta c’è un lupo più grosso che vi minaccia.

Francesco Erspamer

Francesco Erspamer

 

Professore di studi italiani e romanzi a Harvard; in precedenza ha insegnato alla II Università di Roma e alla New York University, e come visiting professor alla Arizona State University, alla University of Toronto, a UCLA, a Johns Hopkins e a McGill

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