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Il pericolo viene da destra. Il pericolo si chiama Renzi: un NO per fermare il degrado

 
di Giorgio Cremaschi

Il fatto che Renzi faccia campagna per il si a reti unificate sui suoi telegiornali appena epurati, che prometta soldi ai poveri per vincere e che nello stesso tempo però tenga segreta la data del voto per imbrogliare meglio gli elettori, tutto questo ci fa vedere già il regime dell'arbitrio e della prepotenza in cui siamo precipitati.

Regime che la controriforma della Costituzione aggraverebbe e renderebbe permanente, seguendo le vecchie indicazioni della Loggia P2 e quelle più recenti della Banca Morgan.

Oggi Renzi attribuisce a Giorgio Napolitano, il peggiore presidente della storia della Repubblica, il ruolo di autore materiale della controriforma, anche per scaricare su altri una eventuale sconfitta.
Ma non bisogna mai dimenticare che questa controriforma ha una lunga storia, che dura da oltre trenta anni di distruzione dei diritti sociali e delle regole democratiche nel nome dei mercati e della governabilità.

La controriforma conclude un lungo processo di distruzione della Costituzione del 1948, per questo il NO rappresenta un'occasione irripetibile per fermare il degrado. Solo il NO cambia qualcosa e sta a tutti noi darci da fare per sconfiggere con la nostra mobilitazione la sfacciata campagna di regime di tutti i poteri e le caste che ci hanno portato al disastro attuale.
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