Il vantaggio di essere diversi. Gli introversi

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Il vantaggio di essere diversi. Gli introversi

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Finalmente è stato tradotto il saggio della psicoterapeuta americana Marti Olsen Laney: "Il vantaggio di essere introversi. Come fiorire in un mondo che fa troppo rumore" (Mondadori, 2002 e 2023, 335 pagine, euro 22).

Quasi sempre "la principale caratteristica che contraddistingue una persona introversa è la fonte da cui ricava energia: il suo mondo interiore, fatto di idee, emozioni e impressioni. Gli introversi tendono a risparmiare energie e si sentono facilmente sopraffatti dai molteplici stimoli provenienti dal mondo esterno" (p. 29). In molti casi preferiscono limitare i contatti sociali per evitare di perdere troppo spazio e troppo tempo.

Gli introversi sono "abituati a un'intensa attività interiore e qualunque cosa provenga da fuori alza rapidamente il loro livello di saturazione". Non amando la sovrastimolazione gli introversi "cercano di regolare le esperienze di sovrastimolazione limitando gli stimoli esterni" in modo conscio o inconscio (p. 32). Per fortuna, per molte persone, vale questa affermazione: "il carattere sta in quello che fate al terzo e al quarto tentativo" (James Michener, scrittore di vicende storiche morto nel 1997).

Solitamente "gli introversi amano la complessità a patto di potersi concentrare solo su uno o due aspetti, senza urgenza. Se però hanno troppi progetti in corso si sentono facilmente soverchiati" (p. 33). Dopotutto è un problema di quasi tutti. Inoltre l'introversione appare "in molti siti sulla plusdotazione intellettuale, o iperdotazione cognitiva, dal momento che esiste un legame tra questa e l'introversione" (p. 22). Un legame a quanto pare molto affascinante. In ogni caso "bisogna sempre fare quello che pensiamo di non potere fare" (Eleanor Roosevelt).

Comunque esiste anche la classe "dei guerrieri", cha agiscono molto velocemente. Però i guerrieri hanno bisogno dei consiglieri e i consiglieri hanno bisogno dei guerrieri per fare accadere le cose. "Secondo molti studiosi, è per tale ragione che solo il 25 per cento della popolazione è introverso: perchè ne occorrono di meno" (p. 23). Probabilmente sono i meno gettonati quelli che fanno molto di più. Forse "quello che dobbiamo stabilire è in che modo siamo preziosi, e non quanto" (Edgar Zodaig Friedenberg, studioso americano morto nel 2000). Forse dobbiamo lasciare fare al nostro lato più giocoso.

Marti Olsen Laney è una psicoterapeuta, una ricercatrice e un'educatrice che tiene numerose conferenze riguardanti l'introversione negli Stati Uniti e in Canada (ha fatto anche la bibliotecaria).Per valutare gli approfondimenti: https://hiddengiftsoftheintroverted...

Nota aforistica - "La componente più importante della felicità consiste nel voler essere ciò che si è" (Erasmo da Rotterdam); "La democrazia non può sopravvivere senza la guida di una minoranza creativa" (Harlan Fiske Stone, ex Presidente della Corte Suprema degli Stati Uniti); "Immergiti nella luce delle cose, lascia che la natura sia la tua maestra" (William Wordsworth, poeta romantico britannico; "Il bambino è padre dell'uomo"); "Sono quel che sono" (Braccio di Ferro); "Il pensiero spirituale oscilla tra ciò che ha senso e ciò che non ne ha, non tra giusto ed errato" (Carl Gustav Jung; Ricordi, sogni, riflessioni); "Per vedere che cosa c'è sotto il proprio naso occorre uno sforzo costante" (George Orwell); "La felicità non è una stazione da raggiungere, ma un modo di viaggiare" (Margaret Lee Runbeck, scrittrice morta nel 1956); "La risata è la distanza più breve tra due persone" (Victor Borge, musicista e comico danese naturalizzato americano).

Nota aforistica superlativa - "Le armi del tatto non sono appuntite" (Colleen Carney); "I bambini non sono oggetti cui dare forma, ma persone di cui bisogna scoprire la forma" (Jess Lair); "La mia forza risiede nella mia tenacia" (Louis Pasteur); "Oltre che di ali, le grandi idee hanno bisogno del carrello di atterraggio" (Charles Douglas Jackson); "Quando ero giovane mi ricordavo ogni cosa, che fosse accaduta o no" (Mark Twain); "Una persona che interagisce in maniera creativa con gli altri può sollevare il mondo" (John Gardner); "Mai insultare un alligatore finché non hai attraversato il fiume" (Corderll Hull); "E' molto più facile essere critici che essere nel giusto" (Benjamin Disraeli); "Se la natura avesse voluto che parlassimo di più e ascoltassimo di meno, ci avrebbe dotati di due bocche e un solo orecchio" (Anonimo); "La principale responsabilità di un essere umano è congratularsi con se stesso" (Henry Winkler, produttore e scrittore che ha interpretato il ruolo di "Fonzie" nella serie Happy Days).

Damiano Mazzotti

Damiano Mazzotti

"Prima delle leggi, prima della stampa, la democrazia è la parola che puoi scambiare con uno sconosciuto" (Arturo Ixtebarria').

 

Damiano Mazzotti è nato nel 1970 in Romagna e vive in Romagna. Si è laureato in Psicologia Clinica e di Comunità a Padova nel 1995. Nel corso della vita si è occupato di consulenza, di formazione e di comunicazione, lavorando nella Regione Emilia-Romagna, per società di Milano e per l’Istituto Europeo di Management Socio-Sanitario di Firenze. Nel 2008 diventa uno studioso indipendente e un Citizen Journalist che ha pubblicato centinaia di articoli sulla piattaforma informativa Agoravox Italia (www.agoravox.it/Damiano-Mazzotti). Nel 2009 ha pubblicato Libero pensiero e liberi pensatori, il primo saggio di un giornalista partecipativo italiano. 

 

 

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