MOSUL E I SUOI MORTI CANCELLATI

Fulvio Scaglione: "Civili morti a centinaia nei raid Usa ma solo silenzio. La chiamano informazione."

4378
MOSUL E I SUOI MORTI CANCELLATI

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


di Fulvio Scaglione* - Terrasanta


Lontana dalle penne dei giornalisti e dai riflettori delle tivù si consuma la battaglia per cacciare gli uomini del sedicente Stato islamico (Isis) da Mosul, la grande città nel Nord dell’Iraq che fino a pochi anni fa era la “capitale” cristiana del Paese. L’offensiva delle truppe irachene, appoggiate dalla coalizione guidata dagli Usa, è cominciata nell’ottobre scorso. Molti progressi sono stati fatti e gli jihadisti sono in difficoltà, ma la vittoria, pur probabile, non pare prossima.


In questo quadro, cioè nell’attesa di altre settimane di combattimenti forse ancor più feroci degli attuali, cominciano ad arrivare le prime notizie sulle vittime civili. L’Osservatorio iracheno per i diritti umani ci dice che nei raid della coalizione occidentale su Mosul sono finora morte almeno 300 persone. Middle East Eye, il sito specializzato in Medio Oriente, pubblica la testimonianza di Ross Caputi, un marine che nel 2004 aveva partecipato, sempre in Iraq, alla battaglia per Fallujah, il quale sostiene: «Mosul è significativamente peggio di Fallujah». Val la pena ricordare che nel 2004, in quello scontro, secondo la Croce Rossa morirono 800 civili.


Per finire, ecco i rapporti di AirWars, una Ong inglese fondata da ex militari che si propone di tenere traccia delle incursioni aeree e memoria delle vittime che esse provocano. Secondo AirWars in gennaio per la prima volta «il numero dei morti provocati dalla Coalizione (quella a guida Usa – ndr) ha superato quello della feroce campagna aerea dei russi». A Mosul, nel solo mese di gennaio, queste incursioni avrebbero ucciso tra 630 e 824 civili, con un incremento del 126 per cento rispetto a dicembre. Teniamo presente che ora siamo a metà marzo e proviamo a immaginare un calcolo totale.


Come sempre succede quando si combatte nei grandi centri abitati, gli scontri generano un gran numero di vittime innocenti. A Gaza, ad Aleppo, a Mosul, a Fallujah, non importa: il risultato è sempre quello. Quello che cambia radicalmente, invece, è la copertura mediatica. Per Aleppo e i suoi morti si è parlato senza complessi di strage, mattatoio, persino olocausto. Per Mosul e i suoi morti solo silenzio.


È chiaro che i morti sono tutti uguali e che anche un solo civile ucciso è troppo. A Gaza, ad Aleppo, a Mosul come nelle carceri di regime o nei villaggi occupati dall’Isis. Bisogna però essere onesti: l’informazione, soprattutto quando manca così clamorosamente, crea opinione e consenso. Elementi che sono poi alla base della politica e delle sue decisioni. I giornali e le tivù che parlano dei morti solo quando sono da una parte e tacciono quando sono dall’altra, non fanno informazione: fanno propaganda. Basta saperlo.

*Pubblichiamo su gentile concessione dell'Autore.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni   Una finestra aperta Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni

Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia? di Fabio Massimo Paernti Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca di Alessandro Bartoloni La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Virginia Libero, una storia triste (e penosa) di Paolo Desogus Virginia Libero, una storia triste (e penosa)

Virginia Libero, una storia triste (e penosa)

Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo di Geraldina Colotti Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo

Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra di Marinella Mondaini Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra

Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra

Chi sono i veri nemici dell'Europa di Giuseppe Giannini Chi sono i veri nemici dell'Europa

Chi sono i veri nemici dell'Europa

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni di Giorgio Cremaschi La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni

La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti