Myanmar a rischio collasso. La denuncia dell'ICG

Mentre il paese attende la storica visita di Obama, le violenze etniche potrebbero minare gli sforzi riformatori di Sein

1263
Myanmar a rischio collasso. La denuncia dell'ICG

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Mentre il presidente americano Obama si prepara a visitare il paese la prossima settimana, l'organizzazione non profit International Crisis Group ha denunciato con un rapporto di lunedì che la violenza tra buddisti e musulmani nelle regioni occidentali del Myanmar potrebbero minare gli sforzi riformatori in atto nel paese, dopo anni di rigida dittatura militare. Obama sarà il primo presidente americano democraticamente eletto a visitare il Myanmar, fornendo un importante supporto internazionale agli sforzi del governo del presidente Thein Sein verso la democrazia.
"Le violenze etniche nello stato di Rakhine sono di gravi preoccupazioni", ha denunciato l'ICG. "E c'è la possibilità che le stesse violenze possano esplodere anche altrove, con il nazionalismo etnico che sta aumentando nel paese." Il bagno di sangue e le violenze di questi mesi hanno comportato una sostanziale segregazione tra i due gruppi etnici: con le autorità che non sono riuscite a risolvere le cause di questo malessere, le violenze potrebbero ricrearsi causando "il deterioramento di entrambe le comunità e dell'intero paese”. "Tutte le principali città del paese hanno minoranze musulmane significative", sottolinea ancora il rapporto "e se le violenze nello stato di Rakhine si dovessero evolvere in conflitto religioso in tutto il Myanmar, il paese potrebbe compromettere tutto il processo di riforma intrapreso”. 
Nello stato di Rakhine, le violenze sono riprese dal maggio scorso, quando una donna buddista è stata violentata ed uccisa da tre musulmani. In una spedizione punitiva, la comunità buddista ha poi ucciso 10 musulmani per vendetta, anche se totalmente estranei all'incidente, generando un'escalation di violenze settarie, riaccesosi il mese scorso per ragioni ancora non ben definite.  89 morti ed oltre 22 mila persone, la maggior parte musulmani, sono al momento senza casa e dispersi per le violenze, il bollettino fornito dall'inviato dell'Onu a Yangoon. Ad agosto, il governo centrale ha creato una commissione per investigare sulle violenze, rinunciando ad una inchiesta delle Nazioni Unite.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Il caso Pirlo smaschera l'ipocrisia del pensiero unico di Fabrizio Verde Il caso Pirlo smaschera l'ipocrisia del pensiero unico

Il caso Pirlo smaschera l'ipocrisia del pensiero unico

Luohu (Shenzhen), la finestra aperta sull’Asia-Pacifico   Una finestra aperta Luohu (Shenzhen), la finestra aperta sull’Asia-Pacifico

Luohu (Shenzhen), la finestra aperta sull’Asia-Pacifico

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più di Francesco Santoianni Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

La guerra mondiale non è più "a pezzi" di Paolo Desogus La guerra mondiale non è più "a pezzi"

La guerra mondiale non è più "a pezzi"

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio di Geraldina Colotti Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

TAV: condividere e condannare di Alessandro Mariani TAV: condividere e condannare

TAV: condividere e condannare

Se Pirlo avesse lavorato per un marchio sionista? di Giuseppe Giannini Se Pirlo avesse lavorato per un marchio sionista?

Se Pirlo avesse lavorato per un marchio sionista?

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti