Pakistan: la piccola Rimsha è libera

In carcere dal 14 agosto con l'accusa di blasfemia, la quattordicenne con ritardi mentali è libera su cauzione

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Pakistan: la piccola Rimsha è libera

Rimsha, la ragazza cristiana di 14 anni accusata di blasfemia ed in carcere da tre settimane in Pakistan è stata liberata, dopo che un tribunale del paese le ha concesso la libertà vigilata su cauzione, fissata a circa 5 mila dollari. Arrestata ad Islamabad il 16 agosto, dopo che la folla aveva richiesto una punizione esemplare per aver dato alle fiamme delle pagine del Corano, il caso di Rimsha è divenuta l'oggetto di un caso internazionale, anche per i timori di raid verso l'esigua minoranza cristiana nel paese: I genitori della piccola hanno vissuto in custodia protettiva in una località segreta e molte altre famiglie cristiane hanno deciso di fuggire per paura di ritorsioni.
La decisione del rilascio di Rimsha era comunque attesa, dopo che il suo accusatore, l’imam Khalid jadoon, era stato arrestato il 2 settembre scorso perché sospettato di aver manipolato le prove contro la piccola, che tra l’altro ha un ritardo mentale. Un testimone oculare, il suo vice, Hafiz Muhammad Zubair, e due altre persone, avevano infatti raccontato al magistrato che l’imam aggiunse pagine del Corano al mucchietto di cenere che qualcun altro gli diede. Zubair e gli altri due testimoni avevano anche raccontato di aver provato a dissuadere l’imam, ha riferito il poliziotto inquirente, Munir Hussain Jaffri: “Protestarono che non avrebbe dovuto aggiungere nulla al materiale di prova per la polizia... ma hanno raccontato che Christi disse: ‘Sapete che è l’unico modo per espellere i cristiani da quest’area’”.
La questione è estremamente delicata per gli equilibri interni del Pakistan, paese in cui il 97 per cento dei 180 milioni di abitanti sono musulmani e le accuse di blasfemia scatenano spesso rabbiose proteste popolari. La legislazione sul tema, inoltre, è spesso utilizzata per dirimere vendette personali ed il caso di Rimsha ha acuito le tensioni intorno a queste leggi, su cui diverse organizzazioni internazionali da tempo richiedono riforme immediate al Pakistan e per colpa delle quali il  ministro Shahbaz Bhatti ed il Governatore del Punjab Salman Taseer sono stati recentemente uccisi per aver solo accennato ad una volontà di cambiamento. 

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