Pechino approva la nuova "Legge sulle relazioni estere della Repubblica popolare cinese"

1667
Pechino approva la nuova "Legge sulle relazioni estere della Repubblica popolare cinese"

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


di Diego Angelo Bertozzi

Lo scorso febbraio, a un anno esatto dallo scoppio del conflitto tra Russia e Nato, con l'Ucraina nel ruolo di fornitrice di carne da cannone, avevamo presentato i 12 punti del piano di pace cinese nel quale, in coerenza con l'ormai tradizionale diplomazia della repubblica popolare, veniva ribadito che la sicurezza internazionale non deve essere di natura esclusiva e particolaristica.

Una posizione in concomitanza ufficialmente recepita nel “concept paper” della Global Security Initiative: la sicurezza deve avere natura globale, comune e cooperativa (“L'umanità è una comunità di sicurezza indivisibile. La sicurezza di un paese non dovrebbe andare a scapito di quella degli altri”) e, proprio per questo, vanno evitati atteggiamenti da “guerra fredda” e il ricorso unilaterale al regime sanzionatorio.

In tale cornice che, ripetiamo, non rappresenta certo una novità per chi “frequenta” la diplomazia di Pechino, il Comitato permanente della XIV Assemblea nazionale del popolo ha approvato la nuova Legge sulle relazioni estere della Repubblica popolare cinese, collegandola esplicitamente proprio all'Iniziativa di sicurezza globale, della quale riproduce l'essenza principale, e alla volontà di configurare in senso multipolare l'architettura internazionale: “La Repubblica popolare cinese aderisce al concetto di sicurezza globale comune, cooperativo e sostenibile, rafforza la cooperazione internazionale in materia di sicurezza e migliora i meccanismi di partecipazione alla governance della sicurezza globale”.

Se questa è la cornice, ben comprensibile è pure lo sfondo preoccupante caratterizzato dalle sanzioni imposte da Nato e Unione europea alla Russia in seguito all'attacco militare del febbraio 2022, ultimo atto di una guerra ormai decennale. Si tratta di un precedente da tenere in conto in vista di una possibile crisi nelle acque dello Stretto di Taiwan.

Si legge nell'articolo 33: la Cina  ha “il diritto di adottare contromisure e misure restrittive corrispondenti contro atti che violano il diritto internazionale e le norme fondamentali delle relazioni internazionali e mettono in pericolo la sovranità, la sicurezza e gli interessi di sviluppo della Repubblica popolare cinese”. Subito dopo viene specificato come per Pechino siano legittime e legali solo le sanzioni approvate in rispetto e nei limiti del Capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite. Si tratta di un passo che ha già spaventato diversi commentatori e alimentato preoccupazioni negli investitori stranieri.

Proprio per questo va sottolineato come non si parli di “misure” bensì di “contromisure”, vale a dire di risposte successive a quello che può essere definito come una vera e propria aggressione economico-politica.

Nulla di sorprendente, ma comunque interessante.

 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Parola d’ordine: guerra ibrida Parola d’ordine: guerra ibrida

Parola d’ordine: guerra ibrida

Il semestre d’oro di Netanyahu di Michelangelo Severgnini Il semestre d’oro di Netanyahu

Il semestre d’oro di Netanyahu

Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà   Una finestra aperta Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà

Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà

Il "capo dei maranza" e le elemosine di Meloni di Francesco Santoianni Il "capo dei maranza" e le elemosine di Meloni

Il "capo dei maranza" e le elemosine di Meloni

La mano rossa parla solo di guerra? di Raffaella Milandri La mano rossa parla solo di guerra?

La mano rossa parla solo di guerra?

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni" di Francesco Erspamer  Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Ma chi sono gli stranieri a Milano? di Paolo Desogus Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Il rischio del processo mediatico di Paolo Arigotti Il rischio del processo mediatico

Il rischio del processo mediatico

Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it" di Geraldina Colotti Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it"

Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it"

 I veri estremisti di Alessandro Mariani  I veri estremisti

I veri estremisti

Storia dell'integrazione europea di Gilberto Trombetta Storia dell'integrazione europea

Storia dell'integrazione europea

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti