Perchè la proposta sui salari di de Bortoli è da bocciare

7232
Perchè la proposta sui salari di de Bortoli è da bocciare



di Pasquale Cicalese
 

Oggi sul Corriere della Sera c'è un interessante editoriale di Ferruccio De Bortoli che invita ad aumentare i salari per sostenere la domanda interna, sottozero da decenni. Intanto c'è da dire che questo scenario è stato voluto dalla classe dirigente italiana a partire dall'adozione dell'euro per imitare il "modello tedesco" export oriented, basato su salari bassi e su di un tasso di inflazione minore rispetto alla Germania per sostenere la competitività di prezzo. A partire da Monti questo processo si è inasprito a tal punto da fare saltare parte del capitale industriale legato al mercato interno, causando l'esplosione dei crediti deteriorati e dunque incidendo negativamente sul sistema bancario italiano e sullo spread. Aggiungere a questo il ventennale avanzo primario e una tassazione che pesa soprattutto su lavoratori e pensionati (questo de Bortoli lo dice), diminuendo via via Irap e Ires per protezionismo fiscale sempre legato al modello export oriented.

L'aspetto positivo è che la posizione finanziaria netta estera italiana è quasi in pareggio, cioè gli italiani hanno attivi finanziari all'estero quasi quanto i passivi finanziari legati all'acquisto di operatori esteri di titoli di stato italiani e investimenti esteri. Stiamo diventando creditori netti all'estero e, come sosteneva lo scorso anno Paolo Savona, avendo un surplus delle partite correnti di quasi 50 miliardi, l'Italia finanzia lo sviluppo degli altri paesi invece di finanziare il proprio. La proposta di de Bortoli, sulla scia di Confindustria e della triade confederale, si basa sulla riduzione fiscale dei redditi medio bassi, come ha annunciato due giorni fa la stessa Germania, per sostenere i salari e il mercato interno tramite la riduzione del cuneo fiscale a carico dei lavoratori. Ciò però potrebbe provocare una stagione contrattuale che preveda miseri aumenti visto che è lo Stato a farsi carico dell'aumento del salario. Diversamente, la proposta del Presidente dell'Inps Pasquale Tridico va ad incidere sul tasso di profitto, aumentando di netto il salario minimo, ciò che non fa la proposta di De Bortoli, che lo lascia intatto tutto a carico dello Stato. Che una questione salariale enorme esista in questo paese è ormai appurato da tutti e l'eventuale recessione mondiale non lascia spazio agli esportatori (a giugno l'export italiano verso la Germania è diminuito dell'8%), dunque gli stessi industriali avvertono che bisogna rianimare il mercato interno. Per farlo deve partire una stagione contrattuale che preveda adeguati aumenti salariali (Marco Fortis sul Sole 24 ore la settimana fa ha scritto che la produttività del settore manifatturiero italiano tra il 2015 e il 2018 è aumentata del 9,3% contro il 7,1% tedesco, produttività tutta andata a favore degli industriali).

Tradotto: i sindacati dopo decenni devono tornare a fare il loro mestiere, altrimenti lascino spazio nella contrattazione ai sindacati non allineati, senno' non servono a nulla, se non a riempire poltrone negli enti previdenziali e negli enti bilaterali, oltre che nel sistema della formazione. Contemporaneamente, lo Stato deve ridurre le tasse sui lavoratori (su questo sono d'accordo con l'editorialista) e per farlo deve tagliare la marea di incentivi nazionali e regionali alle imprese. Secondo uno studio di Mediobanca solo 2050 società monitorate hanno liquidità in cassa pari a 70 miliardi di euro. Per fare gli investimenti, i soldi gli industriali li hanno. Non hanno bisogno dello Stato per questo. In più, come scrivevo la settimana scorsa, occorre incidere sul salario indiretto, vale a dire prestazioni sanitarie da Prima Repubblica (la gente non spende perché accantona denaro in vista di eventuali problemi sanitari), asili nido, scuole a tempo pieno, specie al Sud. Incidere cioè sul salario sociale globale.

L'aumento salariale deve essere accompagnato da un aumento della produttività totale dei fattori produttivi. Ripeto: la proposta di Paolo Savona è quella giusta, utilizzare il surplus delle partite correnti per fare investimenti pubblici, a cui aggiungere gli investimenti delle aziende pubbliche e semi pubbliche.

La Germania sta abbandonando il modello tedesco. Sarebbe ora che lo facessimo anche noi.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Sui fatti di Torino Sui fatti di Torino

Sui fatti di Torino

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni di Loretta Napoleoni Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

Xi varca il Rubicon e e sfida il dollaro di Giuseppe Masala Xi varca il Rubicon e e sfida il dollaro

Xi varca il Rubicon e e sfida il dollaro

Ha stato Putin! Epstein e il "giornalismo" di Repubblica... di Francesco Santoianni Ha stato Putin! Epstein e il "giornalismo" di Repubblica...

Ha stato Putin! Epstein e il "giornalismo" di Repubblica...

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

La vera lezione del caso Epstein di Paolo Desogus La vera lezione del caso Epstein

La vera lezione del caso Epstein

Una risposta al professor Giovanni Rezza di Alessandro Mariani Una risposta al professor Giovanni Rezza

Una risposta al professor Giovanni Rezza

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

La censura russofobica arriva a San Marino di Marinella Mondaini La censura russofobica arriva a San Marino

La censura russofobica arriva a San Marino

L'alterazione della realtà nel capitalismo dei disastri di Giuseppe Giannini L'alterazione della realtà nel capitalismo dei disastri

L'alterazione della realtà nel capitalismo dei disastri

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti