Putin e quei riferimenti al "libro della Giungla"

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Putin e quei riferimenti al "libro della Giungla"

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Poco fa è terminato il discorso di Putin all’Assemblea Federale, un discorso forte, incentrato prettamente sulle problematiche sociali ed economiche. Per un ¾ dedicato alla politica sociale interna, alle questioni internazionali Putin ha lasciato solo le briciole.
Ha illustrato il suo programma per migliorare lo sviluppo dello stato sociale, con centrale attenzione ai bambini, alla famiglia, alle donne, le quali sin dai primi mesi della gravidanza riceveranno, qualora si trovino in difficoltà economiche, aiuti mensili in denaro, quindi sussidi alle famiglie con figli fino ai 16 anni.
 
Mentre nei paesi europei nelle difficili situazioni create dalla pandemia la Ue fa tirare la cinghia alle famiglie, Putin invece continua a sviluppare il programma di aiuti e incentivi alle famiglie, con misure per diminuire la povertà, sgravi fiscali alle regioni della Federazione Russa, programmi per le infrastrutture e particolare attenzione ai problemi ecologici.
 
Si è rivolto al governo ponendogli precise scadenze di realizzazione dei piani, in particolare Putin ha detto che “il governo deve creare condizioni tali, in modo che sia più proficuo investire in Russia che non a liquidare profitti o a distribuirli nei paradisi fiscali”.
Per tutto concerne la politica internazionale Putin ha dichiarato che “nel mondo purtroppo siamo già abituati alla pratica delle sanzioni - illegittime e motivate politicamente, ai rozzi tentativi di taluni di piegare alle proprie volontà gli altri con la forza, ma oggi questa pratica sta degenerando e trasformandosi in un qualcosa di molto pericoloso”. E Putin ha immediatamente portato come esempio il tentato colpo di stato in Bielorussia e la programmata uccisione di Lukhascenko e dei vertici statali, sottolineando: “perfino tali agghiaccianti azioni non hanno trovato condanna nel cosiddetto Occidente collettivo!”
(vedremo ora dopo che Putin lo ha dichiarato al mondo intero, se i giornali e i tg nazionali italiani si decideranno a darne finalmente notizia).
 
Putin ha sottolineato come sia inconcepibile la pratica di organizzazione dei colpi di Stato e delle uccisioni dei capi e delle più alte personalità.
 
Putin ha poi illustrato anche come i cospiratori avevano programmato in Bielorussia anche il black out totale del paese. Domani Lukhascenko verrà a Mosca e si terrà un incontro definito molto importante con Putin.
Poi Putin ha fatto un paragone il colpo di stato in Ucraina nel 2014 dove con l’aiuto dei radicali nazionalisti per poco non uccidevano anche il presidente ucraino Viktor Janukovic’…
 
Putin, a parte questa frase, non ha assolutamente parlato dell’Ucraina, e questo di per sé dice già tanto.
 
Il presidente russo ha poi parlato dei rapporti con gli altri paesi dicendo che “noi vogliamo buoni rapporti con gli altri paesi, anche con chi, instaurare buoni rapporti negli ultimi tempi non ci si riesce, ma vediamo cosa succede intorno, attaccare senza motivo la Russia è diventato il nuovo sport, fanno a gara a chi morde la Russia più forte, noi siamo sempre molto prudenti e moderati, non vogliamo bruciare i ponti, non rispondiamo agli atti ostili e alla maleducazione e cafoneria, tuttavia se qualcuno scambia le nostre buoni intenzioni per indifferenza o debolezza, e vuole lui stesso bruciare definitivamente i ponti, allora noi siamo pronti a rispondere con velocità, durezza e in maniera simmetrica. Gli organizzatori di provocazioni che ledono gli interessi della nostra sicurezza si pentiranno di ciò che hanno fatto come non si sono mai pentiti prima, e soprattutto la linea rossa saremo noi a stabilirla”.
 
E Putin arriva poi - straordinario più che mai - alle frasi più forti del suo discorso: nel sottolineare il comportamento cafone e prepotente dei paesi occidentali li ha paragonati allo sciacallo Tabaqui che ulula sottomesso alla tigre Shere Khan (come nel "Libro della Giungla).
 
Come si fa a non condividere l'allusione di Putin che il mondo di oggi si è trasformato in una giungla?

Marinella Mondaini

Marinella Mondaini

Scrittrice, giornalista, traduttrice. Vive e lavora a Mosca

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