Quando i diktat della NATO arrivano prima della fiducia del Parlamento sovrano

7277
Quando i diktat della NATO arrivano prima della fiducia del Parlamento sovrano

di Danilo Della Valle


È bastato un accenno a Dostoevskij e Pushkin, o forse quel breve accenno alla Russia ed alla fine delle sanzioni che pesano in maniera non indifferente sull'economia italiana e minano i rapporti tra il popolo italiano e quello russo; fatto sta che dopo il discorso di Conte, il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg si è sentito in dovere di intervenire per “ricordare” al governo “gialloverde” di non spingersi troppo in là nelle dichiarazioni e, soprattutto, negli intenti. Il rappresentante della Nato ha subito fatto sapere: “l'Italia ospita numerose strutture della Alleanza, accolgo con favore l'apertura del dialogo dell'Italia con la Russia, ma sulle sanzioni Mosca deve cambiare atteggiamento”.


Insomma, un vero e proprio avvertimento per il nuovo governo, come a dire, “parlate pure ma non vi permettete di prendere strane iniziative sulle sanzioni”. Si è scritto tanto sulla Nato, sulle sue basi in Italia che hanno più effetti negativi che positivi sia sulla economia che sulla salute dei cittadini italiani, si è scritto tanto anche sulle sanzioni e controsanzioni che pesano solo sull'economia europea ed in particolare di alcuni Paesi, tra cui l'Italia che da sempre ha ottime relazioni commerciali con Mosca. (https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-Governo_Russo__sanzioni_Violano_I_Principi_Del_Wto_/82_20849/)


Dopo ieri, con il discorso di Conte sembra si sia aperta una piccola crepa che vedremo se verrà riassorbita con una tirata d'orecchi da parte dei “capi sovranazionali”. Dai programmi elettorali delle due forze al governo del Paese e da quello scritto sul “contratto” tra Lega e M5s, le sanzioni alla Russia dovrebbero essere abolite e si dovrebbe intavolare un discorso di cooperazione che sicuramente porterebbe vantaggi all'economia italiana. È forse ora di far uscire le contraddizioni e le incongruenze di chi, dietro le parole democrazia e difesa, vuole imporre una politica estera ed economica aggressiva ai vari Paesi in giro per il mondo? Ne sarà capace il governo “populista e gialloverde”, come accusano i media, di riuscire nella titanica impresa di essere antisistema, ossia di, parafrasando il Premier Conte, “virare ed introdurre un nuovo sistema che rimuova vecchi sistemi ed incrostazioni di potere”? 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Sui fatti di Torino Sui fatti di Torino

Sui fatti di Torino

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni di Loretta Napoleoni Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

La spada di Damocle nucleare pende sull'Europa di Giuseppe Masala La spada di Damocle nucleare pende sull'Europa

La spada di Damocle nucleare pende sull'Europa

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Olimpiadi: meglio Petrecca! di Alessandro Mariani Olimpiadi: meglio Petrecca!

Olimpiadi: meglio Petrecca!

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti