«È stata la Russia», l'incredibile accusa dei media canadesi per screditare i camionisti in protesta

«È stata la Russia», l'incredibile accusa dei media canadesi per screditare i camionisti in protesta

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Pare proprio che i canadesi, tradizionalmente descritti come miti e pazienti, siano stanchi delle restrizioni pandemiche, così la protesta monta contro il governo Trudeau.

Un numero immenso di camion, che ha costretto il primo ministro canadese Justin Trudeau a lasciare la sua casa a Ottawa, ha formato un immenso "convoglio della libertà" o “Freedom Convoy”. 

Secondo gli organizzatori dell'evento, hanno aderito alla protesta circa 50.000 veicoli formando una colonna lunga 70 chilometri verso la capitale. Un evento simile per coloro che non hanno potuto guidare fino a Ottawa è stato realizzato a Vancouver, nella Columbia Britannica.

Il Freedom Convoy è “il più grande corteo di camion" mai visto al mondo.

«È lungo 70 km (43,5 miglia)», ha affermato il portavoce di Freedom Convoy 2022 Benjamin Dichter al Toronto Sun.

«Ho visto le riprese aeree. È impressionante».

Prevedibilmente, i media mainstream canadesi, che hanno ricevuto centinaia di milioni di dollari in agevolazioni, crediti d'imposta e finanziamenti dal governo federale, si sono scagliati con ostilità contro i camionisti.

La CBC, l'emittente statale, ha persino tirando fuori la carta degli "attori russi". Una mossa che ha decisamente portato CBC ad andare oltre anche la satira, è semplicemente sfociata nel ridicolo quando una giornalista, Nil Koksal, ha affermato: «...dato il sostegno del Canada all'Ucraina... Non so se sia inverosimile chiederlo, ma c'è la preoccupazione che gli attori russi possano continuare ad alimentare le cose mentre questa protesta cresce... forse anche istigandola…».

Insomma, monta la rabbia per le restrizioni pandemiche imposte dal governo canadese con i camionisti che sarebbero costretti a vaccinarsi per non sottoporsi a quarantena quando ritornato dagli Stati Uniti con la merce e la risposta qual è? «È stata la Russia». 

L’affermazione senza alcuna prova a sostegno della giornalista di CBC è arrivata nel mezzo di un’intervista con il ministro della pubblica sicurezza canadese, Marco Mendicino, il quale ha replicato: «Mi rimetto ai nostri partner nella sicurezza pubblica, i funzionari addestrati e gli esperti in quell'area». 

Prima dello spauracchio russo, il quale sembra come un jolly utilizzato dai governi di tutto il mondo per togliersi dagli impacci, i media canadesi hanno fatto altre affermazioni volte a diffamare i manifestanti, come suggerire che siano razzisti o estremisti. Il quotidiano Toronto Star ha affermato che il convoglio è diventato una «calamita» per elementi indesiderabili come «pazzi cospiratori, separatisti occidentali, di estrema destra e peggio». Altri media hanno insinuato che alcuni abbiano l’obiettivo di realizzare la propria versione della rivolta del Campidoglio dell'anno scorso a Washington.

Un contro-protestatore è stato intercettato nella giornata di sabato esclamare: "Fanculo la tua agenda nazionalista bianca", mentre il giornalista televisivo canadese Mackenzie Gray è stato rapido a postare un messaggio su Twitter proclamando "la nostra prima bandiera confederata del giorno qui a Parliament Hill". Molti osservatori hanno risposto che Gray aveva individuato il "primo federale del giorno", cioè un agente federale che cercava di screditare la protesta.

Questo è lo stato della cosiddetta democrazia liberale occidentale e dei suoi media. Ogni ulteriore commento sarebbe davvero superfluo. 

Fabrizio Verde

Fabrizio Verde

Direttore de l'AntiDiplomatico. Napoletano classe '80

Giornalista di stretta osservanza maradoniana

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