Tappa per tappa: come gli Stati Uniti hanno creato l'Isis

La creazione dell'Isis è avvenuta in tre fasi: distruzione dei regimi seccolari di Iraq e Siria, appoggio ai fondamentalisti sunniti contro Assad. Lo dichiara lo storico Robert Freeman.

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"La cosa più importante da capire sullo Stato Islamico è che è stato creato dagli Stati Uniti". Lo dichiarava nel 2014 lo storico Robert Freeman in un'intervista a Common Dreams molto utile da rileggere oggi alla luce del bombardamento 'accidentale' contro l'esercito siriano di venerdì scorso che ha fatto decine di morti e feriti, facilitando l'avanzata dell'Isis.

Secondo Freeman, la creazione dell'Isis da parte degli Stati Uniti ha attraversato tre fasi principali:

La prima fase della creazione del gruppo Stato islamico si è verificato durante la guerra in Iraq e il rovesciamento del governo laico di Saddam Hussein. Secondo l'autore, il regime di Hussein era "corrotto, ma stabilizzante" - durante il suo governo non c'era Al Qaeda, da cui ha avuto origine l'Isis. Inoltre, gli USA, prosegue lo storico, hanno lasciato il potere in Iraq ad un governo sciita, quando metà della popolazione del paese è sunnita, alimentando l'odio di quest'ultima. Il fatto che l'esercito iracheno e i curdi furono sconfitti dallo Stato Islamico è dipeso dal fatto che i sunniti preferirono schierarsi con i jihadisti piuttosto che con i loro "avversari religiosi" sciiti, prosegue lo storico.
 
La seconda tappa della creazione dell'Isis da parte degli Stati Uniti, prosegue Freeman, è stata la campagna contro il governo laico di Bashar al Assad in Siria. Il presidente siriano aveva una forza interna dovuta alla "pace relativa" che aveva garantito per molti anni tra le varie sette religiose all'interno del paese. Nei loro tentativi di destabilizzare il governo della Siria, gli Stati Uniti d'America hanno aiutato i "precursori" dello Stato islamico nel paese, tra cui, secondo l'autore, il Fronte Al-Nusra (Al-Qaeda in Siria).
 
La terza fase della formazione dello Stato Islamico da parte degli Stati Uniti ha avuto luogo quando "la Casa Bianca ha organizzato insieme all'Arabia Saudita e alla Turchia il finanziamento e il sostegno dei ribelli in Siria", che, secondo Freeman, erano già uno "stato proto-islamico". L'Arabia Saudita è un paese che professa il wahhabismo, una delle versioni più "dure e aggressivamente anti-occidentale" dell'Islam. Questo spiega perché 15 dei 19 terroristi che hanno dirottato gli aerei del 11 settembre 2001 erano sauditi, e il leader di al Qaeda Osama bin Laden era dello stesso paese, principale alleato degli Stati Uniti.
 
Dopo aver creato lo Stato Islamico, gli Stati Uniti d'America mostrano fragilità quando dichiarano di combatterlo, a causa dell'assenza di una "strategia coerente". In questo senso, i "ribelli moderati", quelli che gli Stati Uniti hanno addestrato in Siria contro Assad ora si rifiutano di combattere contro lo Stato islamico, che, secondo l'autore, non è sorprendente, dal momento che questi ribelli condividono con i jihadisti la stessa visione di mondo. "Le forze più capaci per sconfiggere lo Stato islamico" nel breve periodo, conclude, sono la Russia, Siria e Iran, ma gli Stati Uniti preferiscono che la situazione peggiori più che per i terroristi per i "nemici degli Stati Uniti". E quando la situazione peggiora per i terroristi e migliora per i "nemici" degli Stati Uniti, quest'ultimi intervengono e bombardamento direttamente l'esercito siriano per facilitare l'Isis. 

FONTE: RT

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