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Thomas Fazi: "Sui titoli di stato italiani ha ragione Commerzbank"

 
 

di Thomas Fazi


Tra i tanti successi dell'euro adesso possiamo annoverare anche quello di aver fomentato il pregiudizio etnico anti-tedesco anche negli europeisti più tonti.


Lo dimostra la reazione al recente report della banca tedesca Commerzbank che invita a vendere i titoli di Stato italiani. Praticamente tutti - da Salvini fino al Comitato Ventotene - sembrano convenire sul fatto che si tratta dell'ennesimo "complotto tedesco" ai danni della povera Italia.


Ora, a me sorprende dover prendere per l'ennesima volta le difese dei tedeschi (recentemente l'avevo fatto sulla questione degli eurobond: https://www.facebook.com/thomasfazi/posts/2817794161647037), ma la verità è che qui non siamo di fronte a nessun complotto ma una semplice analisi delle realtà del fatti.


Il rapporto di Commerzbank dice una cosa molto semplice: a causa delle misure anti-coronavirus, il il rapporto debito/PIL dell'Italia è destinato a superare il 150 per cento e dunque un downgrade del rating italiano (potenzialmente anche al livello di "spazzatura") l'anno prossimo sarà quasi inevitabile. Di conseguenza - in base alle regole della BCE - i titoli italiani verrebbero automaticamente esclusi dal programma QE.


A quel punto gli scenari potenziali sarebbero sostanzialmente tre (a ben vedere, anche in assenza di un downgrade):

(1) la BCE straccia tutte le regole e si mette a monetizzare il deficit/debito italiano in aeternum, l'Italia annuncia che manterrà il deficit al 10 per cento fino alla fine dei tempi e vissero tutti felici e contenti: se questo scenario vi sembra realistico ho un bellissimo attico vista Colosseo da vendervi;

(2) perché la BCE continui a sostenere il debito dell'Italia, il nostro paese è costretto a chiedere l'aiuto al MES condizionato a pesanti misure di consolidamento fiscale e possibilmente anche a una ristrutturazione del debito;

(3) l'Italia esce dall'euro, scenario che l'opzione (2) renderebbe comunque probabile nel medio termine vista l'inevitabile reazione politica che scatenerebbe.


Alla luce di questi scenari, l'invito di Commerzbank a vendere i titoli di Stato italiani è semplice buon senso, altro che complotto. Il problema piuttosto è di chi per ignavia o ignoranza - Cinque Stelle in primis - vorrebbe ispirarsi al "modello Draghi" e far credere agli italiani che un ulteriore indebitamente in euro (cioè in valuta estera) per far fronte alla crisi, anche se tamponato nel breve della BCE, non avrà pesantissime conseguenze nel futuro prossimo.
 

La tragedia, insomma, è che una banca tedesca faccia un'analisi più lucida della situazione di quanto non siano in grado di fare i nostri politici.

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