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Tripoli chiede l'estradizione di al-Senussi. La Mauritania temporeggia

 

 

Si potrebbe aprire una contesa diplomatica tra la Libia e la Mauritania su Senussi. Dopo esser stato fermato all'aeroporto di Nouakchott, in Mauritania, appena atterrato da un volo proveniente da Casablanca, il governo libico ha chiesto formalmente l'estradizione dell'ex capo dell'intelligence libico Abdullah al-Senussi, cognato e fedelissimo di Gheddafi.
Facendo leva sul fatto che Senussi è ricercato anche dalla Corte penale internazionale per crimini contro l'umanità, la Libia ne ha chiesto l'estradizione e che venga processato in patria. "Vogliamo che il processo abbia luogo in Libia perché la giustizia locale costituisce la regola e quella internazionale l'eccezione", ha spiegato Al-Allaghi sottolineando come esistano "le garanzie necessarie per un processo equo, in particolare dopo l'approvazione della legge che rende la magistratura indipendente dall'esecutivo".
 Anche la Francia insiste per l'estradizione, avendo condannato Senussi nel 1999 all'ergastolo in contumacia per l'attentato contro il Dc-10 costato nel 1989 la vita a 170 persone. 
La Mauritania, tuttavia, ha assunto un atteggiamento di attesa, dichiarando di voler svolgere una propria indagine prima di procedere a un'estradizione.
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