Argentina, Macri brinda alla repressione: «Chi lancia una pietra è disposto a uccidere»

35151
Argentina, Macri brinda alla repressione: «Chi lancia una pietra è disposto a uccidere»

 

Dopo la dura repressione, la criminalizzazione. L’aria natalizia del saluto agli impiegati e i giornalisti presso il Palazzo del Governo, non ammorbidisce la posizione di Mauricio Macri. Il presidente argentino ha infatti chiesto pene severe per chi si è opposto a una riforma delle pensioni che porta l’età per l’uscita dal lavoro a 70 anni. Mentre l’aspettativa di vita degli argentini si ferma a 72 anni. 

 

«Chi lancia una pietra è disposto a uccidere» ha affermato Macri, sottolineando che «non può esistere che chi compie un attentato o un tentativo di omicidio sia liberato dopo 24 ore». 


Leggi: Brutale repressione in Argentina, colpiti giornalisti e deputati: con Macrì tornano gli spettri del passato


Il presidente neoliberista ha poi ribadito il concetto: «Una pietra può uccidere una persona, chi lancia una pietra è disposto a uccidere». Un singolare cambiamento di opinione quello operato da Macri che ha represso oltre ai pensionati finanche i parenti delle vittime del sommergibile ARA San Juan. I quali chiedono di sapere chi e cosa abbia ucciso i propri cari. 

 

Basti pensare che nei mesi in cui il Venezuela era scosso da manifestazioni violente, con veri e propri commando paramilitari che mettevano a ferro e fuoco il paese al fine di destabilizzarlo, nell’ambito di una più ampia strategia golpista ordita dall’opposizione, Mauricio Macri non perdeva occasione per attaccare il governo Maduro accusandolo di violare i diritti umani dei manifestanti. 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Il casus belli della Groenlandia di Loretta Napoleoni Il casus belli della Groenlandia

Il casus belli della Groenlandia

Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz di Fabrizio Verde Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz

Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz

L'economia Usa cola letteralmente a picco di Giuseppe Masala L'economia Usa cola letteralmente a picco

L'economia Usa cola letteralmente a picco

Voce al popolo di Gaza: “Il Board di Trump è solo simbolico” di Michelangelo Severgnini Voce al popolo di Gaza: “Il Board di Trump è solo simbolico”

Voce al popolo di Gaza: “Il Board di Trump è solo simbolico”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

La censura russofobica arriva a San Marino di Marinella Mondaini La censura russofobica arriva a San Marino

La censura russofobica arriva a San Marino

Che fine ha fatto la democrazia? di Giuseppe Giannini Che fine ha fatto la democrazia?

Che fine ha fatto la democrazia?

Dal commercio al check-in... una storia già vista di Antonio Di Siena Dal commercio al check-in... una storia già vista

Dal commercio al check-in... una storia già vista

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Trump un pericolo per il mondo intero di Michele Blanco Trump un pericolo per il mondo intero

Trump un pericolo per il mondo intero

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti