Argentina, Macri brinda alla repressione: «Chi lancia una pietra è disposto a uccidere»

Argentina, Macri brinda alla repressione: «Chi lancia una pietra è disposto a uccidere»

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

 

Dopo la dura repressione, la criminalizzazione. L’aria natalizia del saluto agli impiegati e i giornalisti presso il Palazzo del Governo, non ammorbidisce la posizione di Mauricio Macri. Il presidente argentino ha infatti chiesto pene severe per chi si è opposto a una riforma delle pensioni che porta l’età per l’uscita dal lavoro a 70 anni. Mentre l’aspettativa di vita degli argentini si ferma a 72 anni. 

 

«Chi lancia una pietra è disposto a uccidere» ha affermato Macri, sottolineando che «non può esistere che chi compie un attentato o un tentativo di omicidio sia liberato dopo 24 ore». 


Leggi: Brutale repressione in Argentina, colpiti giornalisti e deputati: con Macrì tornano gli spettri del passato


Il presidente neoliberista ha poi ribadito il concetto: «Una pietra può uccidere una persona, chi lancia una pietra è disposto a uccidere». Un singolare cambiamento di opinione quello operato da Macri che ha represso oltre ai pensionati finanche i parenti delle vittime del sommergibile ARA San Juan. I quali chiedono di sapere chi e cosa abbia ucciso i propri cari. 

 

Basti pensare che nei mesi in cui il Venezuela era scosso da manifestazioni violente, con veri e propri commando paramilitari che mettevano a ferro e fuoco il paese al fine di destabilizzarlo, nell’ambito di una più ampia strategia golpista ordita dall’opposizione, Mauricio Macri non perdeva occasione per attaccare il governo Maduro accusandolo di violare i diritti umani dei manifestanti. 

Potrebbe anche interessarti

Referendum, "non ho votato ma non ho nulla da esultare" di Paolo Desogus Referendum, "non ho votato ma non ho nulla da esultare"

Referendum, "non ho votato ma non ho nulla da esultare"

La Nato va ufficialmente alla terza guerra mondiale di Giorgio Cremaschi La Nato va ufficialmente alla terza guerra mondiale

La Nato va ufficialmente alla terza guerra mondiale

La vera storia del "default russo" spiegata bene di Marinella Mondaini La vera storia del "default russo" spiegata bene

La vera storia del "default russo" spiegata bene

Il Liquidatore entra nella fase finale di Savino Balzano Il Liquidatore entra nella fase finale

Il Liquidatore entra nella fase finale

Sulla Denazificazione dell'Ucraina di Daniele Lanza Sulla Denazificazione dell'Ucraina

Sulla Denazificazione dell'Ucraina

“Ucraina. Il mondo al bivio” . Di Giacomo Gabellini di Damiano Mazzotti “Ucraina. Il mondo al bivio” . Di Giacomo Gabellini

“Ucraina. Il mondo al bivio” . Di Giacomo Gabellini

Scuola pubblica di Bari: iPAD Apple o te ne vai  di Antonio Di Siena Scuola pubblica di Bari: iPAD Apple o te ne vai

Scuola pubblica di Bari: iPAD Apple o te ne vai

L'inflazione come strumento della lotta di classe di Gilberto Trombetta L'inflazione come strumento della lotta di classe

L'inflazione come strumento della lotta di classe

In fiamme il Parlamento libico di Michelangelo Severgnini In fiamme il Parlamento libico

In fiamme il Parlamento libico