Base “militare” cinese a Gibuti: si pensa ad una rivoluzione colorata?

3012
Base “militare” cinese a Gibuti: si pensa ad una rivoluzione colorata?


Una delle possibili risposte diversificate della Cina popolare al terrorismo di matrice islamica che l’ha colpita direttamente (esecuzione dell’ostaggio da parte dell’Isis e morte di tre dirigenti di una azienda statale nell’attentato in Mali) è quella di aumentare la propria presenza militare in aree/rotte commerciali strategiche e approfondire l’impegno in missioni internazionali come quelle contro la pirateria.

In questo quadro rientra l’accordo con Gibuti, Paese africano situato nel golfo di Aden all’ingresso del Mar Rossi e di fronte al martoriato Yemen, per la costruzione di strutture militari di supporto ad una flotta che in questi anni ha effettuato missioni di scorta con 21 flotte impegnando più di 60 navi. La notizia ha ovviamente destato l’attenzione della stampa di tutto il mondo, sebbene proprio Gibuti da anni ospiti una grande base militare Usa con 4.000 militari, perché indicativa della reale messa in opera delle nuove priorità di Pechino nella sua proiezione estera: la protezione dei propri interessi economici e della sicurezza dei propri cittadini all’estero. 

E non può essere certo un caso che proprio ora, diversi quotidiani, puntino il dito accusatore verso il piccolo Stato africano (che, ripetiamo, da anni ospita basi militari Usa e francesi), il cui presidente Gulleh, al potere da 16 anni, è a capo di uno dei "regimi più repressivi" d'Africa colpevole di aver schiacciato ogni forza di opposizione e ogni forma di informazione indipendente. Che dite, dopo 16 anni di altrettanto silenzio, esportiamo un poco di democrazia?
 
Diego Angelo Bertozzi

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Sui fatti di Torino Sui fatti di Torino

Sui fatti di Torino

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni di Loretta Napoleoni Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

File Epstein, la crisi dell'Occidente e la russofobia di Giuseppe Masala File Epstein, la crisi dell'Occidente e la russofobia

File Epstein, la crisi dell'Occidente e la russofobia

Ha stato Putin! Epstein e il "giornalismo" di Repubblica... di Francesco Santoianni Ha stato Putin! Epstein e il "giornalismo" di Repubblica...

Ha stato Putin! Epstein e il "giornalismo" di Repubblica...

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

La vera lezione del caso Epstein di Paolo Desogus La vera lezione del caso Epstein

La vera lezione del caso Epstein

Una risposta al professor Giovanni Rezza di Alessandro Mariani Una risposta al professor Giovanni Rezza

Una risposta al professor Giovanni Rezza

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

La censura russofobica arriva a San Marino di Marinella Mondaini La censura russofobica arriva a San Marino

La censura russofobica arriva a San Marino

L'alterazione della realtà nel capitalismo dei disastri di Giuseppe Giannini L'alterazione della realtà nel capitalismo dei disastri

L'alterazione della realtà nel capitalismo dei disastri

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti