Cecilia Sala, "eccellenza" e liberazione

14415
Cecilia Sala, "eccellenza" e liberazione

 

Di Paolo Desogus*

 

Temo che la madre di Cecilia Sala abbia fatto più danni che altro.

Chiedendo al governo di fare di tutto per liberare la figlia e aggiungendo che occorre il massimo impegno perché Cecilia sarebbe "un'eccellenza", in un paese che sembra celebrare solo prosciutti e cotechini, ha espresso un concetto estremamente classista, direttamente connesso al mondo culturale di quel ceto politico benestante e soddisfatto che si è impossessato abusivamente dei concetti di "progresso", "modernità" e persino "sinistra" e di cui proprio Cecilia Sala e il giornale per cui scrive sono il prodotto e allo stesso tempo il veicolo.

Si tratta di quell'area culturale che, politicamente, ha espresso il renzismo e che, a dispetto dell'attuale marginalità del rignanese, è ancora molto presente, specie tra gli intellettuali, gli opinion maker e il personale politico del centrosinistra. 

Cecilia Sala non va liberata perché è un'eccellenza (e in realtà non è affatto un'eccellenza, ma solo una giornalista furba, faziosa e a esser generosi "incolta"). Va liberata come andrebbe liberato chiunque si trovasse in simili circostanze, cioè in carcere senza capo d'accusa e al di fuori dello stato di diritto. 

Soprattutto nell'attuale fase storica, segnata profondamente da ingiustizie, diseguaglianze e una diffusa insofferenza che non trova sbocco e rappresentanza politica, rivendicare una qualche presunta "eccellenza" e farne ragione di un qualche particolare privilegio è un grave autogol compiuto dalla madre di Cecilia Sala.

Da qui, per parte nostra, possiamo però trarre qualche ragione politica. Noi che consideriamo l'universo culturale da cui viene Cecilia Sala come un ostacolo per il progresso democratico e sociale, noi che disprezziamo sommamente i privilegi e la falsa coscienza presente nella retorica delle eccellenze, ebbene noi desideriamo la liberazione di Cecilia Sala per ragioni umanitarie che trascendono ogni tifoseria, ogni faziosità, ogni ragione di parte, ogni origine familiare: perché insomma rifiutiamo proprio quella logica che giustifica i privilegi di classe che la madre di Cecilia Sala ha tentato goffamente di difendere.

 

*POST Facebook del 3 gennaio 2025

Paolo Desogus

Paolo Desogus

Professore associato di letteratura italiana contemporanea alla Sorbonne Université, autore di Laboratorio Pasolini. Teoria del segno e del cinema per Quodlibet.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Le più recenti da Mondo grande e terribile

La mini NATO del Pacifico e la "prossima grande crisi internazionale" di Fabio Massimo Paernti La mini NATO del Pacifico e la "prossima grande crisi internazionale"

La mini NATO del Pacifico e la "prossima grande crisi internazionale"

La "Pipeline" degli aiuti a Kiev e il precedente dell'Afghanistan di Loretta Napoleoni La "Pipeline" degli aiuti a Kiev e il precedente dell'Afghanistan

La "Pipeline" degli aiuti a Kiev e il precedente dell'Afghanistan

La guerra degli zombie europei alla Russia di Giuseppe Masala La guerra degli zombie europei alla Russia

La guerra degli zombie europei alla Russia

Fubini che prova a convincerci che l'Ucraina sta vincendo la guerra... di Francesco Santoianni Fubini che prova a convincerci che l'Ucraina sta vincendo la guerra...

Fubini che prova a convincerci che l'Ucraina sta vincendo la guerra...

Chi parla a nome di Cavallo Pazzo? di Raffaella Milandri Chi parla a nome di Cavallo Pazzo?

Chi parla a nome di Cavallo Pazzo?

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il (vero) partito della guerra di Paolo Desogus Il (vero) partito della guerra

Il (vero) partito della guerra

Le Kessler, l’astensionismo e i cuochi di bordo di Alessandro Mariani Le Kessler, l’astensionismo e i cuochi di bordo

Le Kessler, l’astensionismo e i cuochi di bordo

La scuola sulla pelle dei precari di Marco Bonsanto La scuola sulla pelle dei precari

La scuola sulla pelle dei precari

Nessun altro posto di Giuseppe Giannini Nessun altro posto

Nessun altro posto

Vincolo esterno: la condizione necessaria ma non sufficiente di Gilberto Trombetta Vincolo esterno: la condizione necessaria ma non sufficiente

Vincolo esterno: la condizione necessaria ma non sufficiente

Il non voto. Un grave pericolo di Michele Blanco Il non voto. Un grave pericolo

Il non voto. Un grave pericolo

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti