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Consiglio Mondiale della Pace: "E' un dovere difendere le vittorie della Siria contro il terrorismo, per il dialogo e la sovranità"

 


di Socorro Gomes, presidente del Consiglio Mondiale della Pace

da cebrapaz.org.br


Traduzione di Marx21.it


Le forze di pace giudicano con ottimismo i progressi della Siria di fronte alla crisi politica, ai gruppi terroristici e alle aggressioni straniere. In gennaio, il Congresso di Dialogo Nazionale Siriano ha ottenuto importanti risultati e la forze nazionali hanno accumulato vittorie contro coloro che operano al soldo dell'imperialismo statunitense e dei suoi alleati. Emerge con evidenza, così, il fallimento della campagna imperialista per il rovesciamento del governo siriano e il successo dell'impegno per una soluzione politica e sovrana.


Sul fronte diplomatico e sul fronte militare, il governo legittimamente eletto del presidente Bashar al-Assad ha goduto del sostegno della Russia, dell'Iran e di Hezbollah, mentre prosegue nel suo fermo impegno a difendere la sovranità della Siria, la volontà popolare, la pace e la stabilità. Sono già sette gli anni di aggressione irrigata dai dollari dell'impero e dai petrodollari delle monarchie regionali. Centinaia di migliaia di persone sono state massacrate e milioni cercano di sfuggire ad atrocità indicibili, praticate da forze come l'autoproclamato “Stato Islamico”.

Gli USA e i loro alleati tra le potenze egemoni rendono chiari i loro disegni in combutta con regimi conservatori e reazionari, autocratici, sottomessi all'agenda imperialista. Sono i casi dell'Arabia Saudita, della Turchia – un membro della NATO – e di altri che stanno investendo nella destabilizzazione della Siria.

E' pure gravissima e oltraggiosa la notizia che gli Stati Uniti e la coalizione che essi guidano hanno attaccato regioni della Siria colpendo forze popolari che combattono lo “Stato Islamico”. Tale aggressione deve essere denunciata non solo per la violazione della sovranità della Siria e per le morti che ha provocato, ma anche riprovata perché agisce chiaramente e direttamente contro l'avanzata del popolo siriano nella lotta contro i gruppi terroristi, il che, ancora una volta, evidenzia il piano dell'impero per la nazione che resiste.

Da un lato, il 29 e 30 gennaio, il Congresso di Dialogo Nazionale Siriano svoltosi a Sochi, in Russia, ha avuto risultati positivi per il processo che si sta sviluppando. Tra questi c'è l'impegno per una nuova riforma costituzionale attraverso una commissione composta dal governo e dall'opposizione. E' stato anche ribadito che solo il popolo siriano potrà determinare il corso della nazione, principio riconosciuto nella Risoluzione 2254, adottata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nel 2015, che è servita come riferimento nella costruzione del processo.



L'agenzia di notizie russa TASS, il 6 febbraio, ha già previsto un nuovo ciclo di negoziati per la fine di febbraio, ad Astana, in Kazakistan, che aveva ospitato l'8° Congresso Internazionale sulla Siria nel dicembre del 2017. Russia, Iran e Turchia avevano allora coordinato l'organizzazione del Congresso di gennaio.

Dall'altro lato, forze direttamente collegate alla devastazione della Siria, come la Turchia stessa, rimangono impegnate nell'ingerenza criminale. I cittadini di Afrin protestano contro gli attacchi delle forze turche alla città, che stanno proseguendo da molti giorni e hanno ucciso 142 persone fino all'inizio della settimana, secondo l'agenzia di notizie siriana Sana. E' doveroso opporsi con forza alla continuità dell'ingerenza straniera in Siria e alla presenza di truppe non autorizzate dal governo sovrano della Siria, come ha fatto il movimento internazionale della pace fin dall'inizio dell'aggressione.

Il popolo siriano rimane comunque risoluto a resistere. Solo questa settimana, l'Esercito ha dichiarato la liberazione di più di una decina di villaggi in precedenza sotto il terrore dell'assedio e di diversi altri nelle ultime settimane. Inoltre, la partecipazione popolare nel processo di costruzione di una soluzione sovrana è essenziale.

La risoluzione 2254 del Consiglio di Sicurezza promuove i dialoghi e propone un piano per il cessate il fuoco a livello nazionale, sostenendo l'adozione di misure per una soluzione politica che deve essere diretta dal popolo siriano. Sebbene le potenze e l'ONU esigano dal governo Assad prove delle sue intenzioni, è necessario anche il serio impegno da parte delle forze di opposizione che partecipano al processo e di quelle che lo respingono, sulla base di accuse contro il governo, pur essendo esse stesse armate e finanziate da forze regionali e imperialiste.

Spetta pure all'ONU lavorare per facilitare la continuità del processo e garantire il rispetto della sovranità della Siria, responsabilizzando coloro che continuano ad aggredire la nazione araba e a sostenere gruppi armati che insistono nel far precipitare il paese nel caos.

Tali tattiche servono solo agli interessi dell'impero e dei suoi alleati regionali impegnati nella devastazione per garantire il saccheggio delle risorse e la sottomissione delle nazioni. Ma il popolo siriano resiste e il movimento internazionale della pace rafforza la solidarietà alla sua lotta per la sovranità e per una pace giusta, libera dal terrorismo, dall'intervento, dall'aggressione e dall'ingerenza straniera.

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