Cuba. Per il 15 novembre gli anticastristi chiamano e Amnesty International risponde

Cuba. Per il 15 novembre gli anticastristi chiamano e Amnesty International risponde

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«Sarà forse un caso che, il giorno dopo questa riunione, “CubaNet” invita la Direttrice di Amnesty International per le Americhe, Erika Guevara-Rosas, in una trasmissione dove si parla dei cubani in Vaticano e di quanto sia repressivo il governo dell’Isola?

Il fatto che un’organizzazione come Amnesty International ritenga “credibile” e “legittimi” con la sua presenza una testata come ‘CubaNet’, lascia alquanto esterefatti.»

Questo era quanto ho scritto in un articolo da poco pubblicato su l’AntiDiplomatico, dal titolo “Piazza San Pietro chiusa agli anticastristi: “il Papa si deve vergognare, è un comunista”[1].

Oltre alle ingiurie rivolte a Papa Franceso, nell’articolo ho approfondito le conversazioni fatte in una riunione tenutasi dopo l’Angelus del 24 ottobre, nella quale era presente un ristretto gruppo di oppositori cubani molto arrabbiato per la mancata attenzione del Papa sulla loro presenza in Piazza San Pietro.

Questi stessi decidono che bisogna fare pressione anche sulle organizzazioni in difesa dei “diritti umani”, per far sì che si mettano in moto promuovendo la causa dell’opposizione cubana e delle manifestazioni del 15 novembre, con le quali vorrebbero ricreare il clima di tensione che si è verificato l’11 luglio nell’Isola.

E allora, «Sarà forse un caso che, il giorno dopo questa riunione, “CubaNet” invita la Direttrice di Amnesty International per le Americhe

Prima di entrare nel merito della sua presenza nel programma, spendo qualche parola su “CubaNet”, quotidiano online con sede a Miami, “fondato nel 1994 per una informazione alternativa su Cuba”.

Da un report pubblicato sul sito dell’ex giornalista statunitense Tracey Eaton, è stato messo a bilancio che nel 2019, solo per quanto riguarda i finanziamenti del ‘NED’, ha ricevuto più di 675 mila dollari (il NED è una delle varie agenzie di Washington che finanziano anche i media dell’opposizione cubana).

CubaNet sostiene il blocco economico, commerciale e finanziario contro l’Isola e ospita sempre rappresentati delle organizzazioni anticastriste, tra cui chi promuove l’uso delle armi per sovvertire il sistema socialista cubano, in violazione alla Costituzione di un Paese sovrano e indipendente.

Eppure una rappresentante di Amnesty International legittima ‘CubaNet’ con la presenza nei suoi programmi, facendole anche i complimenti per la sua linea editoriale[2].

Il programma inizia con la conduttrice, Maite Luna, che si collega con la ‘Direttrice di Amnesty International per le Americhe’, Erika Guevara-Rosas.

Tra le due donne si percepisce da subito un rapporto molto amichevole, ma il mio stupore è per la totale sintonia sui contenuti della loro conversazione.

La prima frase che la conduttrice rivolge alla sua ospite è: «Il regime de L’Avana si crede invulnerabile e immune davanti alla condanna del mondo per il suo carattere repressivo…».

La “Direttrice per le Americhe” non batte ciglio, e risponde rincarando la dose: «Gli resta molto poco spazio, al governo cubano, per continuare a giustificare la violazione dei diritti umani che ha commesso durante decadi...»

Anche quando si ascoltano menzogne, queste non vengono contestate dalla rappresentante di “Amnesty”, anzi, condivide le falsità della conduttrice e ne aggiunge qualcuna anche lei.

Le menzogne sono varie, ma ne riporto solo a un paio, perché preferisco lasciare spazio a un inquietante personaggio di cui parlerò più avanti.

In una di queste la conduttrice ricorda all’ospite che molti rappresentanti dei governi presenti all’ultimo ‘Vertice Celac’ hanno denunciato la violazione dei diritti umani che metterebbe in pratica il governo cubano.

La signora Erika Guevara-Rosas conviene con la conduttrice sulla menzogna, sapendo bene – perché ne hanno parlato tutti i media del Continente – che su 33 rappresentanti dei governi presenti al ‘Vertice’, solo due hanno lanciato l’accusa, quelli di Paraguay e Uruguay, ai quali il presidente cubano, Diaz- Canel, ha replicato con una dura risposta[3], ricevendo anche la solidarietà di altri presidenti, tra cui quella di chi presiedeva il ‘Vertice’.

La rappresentante di Amnesty International continua poi il suo intervento elogiando il ‘Movimento San Isidro’, il ‘25N’ e la ‘Piattaforma Arcipelago’, di Yunior García, come “movimenti di giovani che si oppongono alla violazione dei diritti umani e alla repressione attualmente messa in atto dal Presidente Diaz-Canel”.

Anche in questo caso, Erika Guevara-Rosas, fa finta di non sapere che sono stati già pubblicati video, documenti e intercettazioni telefoniche che svelano gli stretti rapporti che hanno i rappresentanti di quei movimenti con le organizzazioni anticastriste di Miami, con varie agenzie dell’amministrazione Usa e, in alcuni casi, anche con terroristi, sempre con il fine di sovvertire il sistema socialista cubano[4].

Ma di questo, la rappresentante di ‘Amnesty International’, non ne ha parlato. Per lei era importante dire che il governo cubano “reprime le libertà” non permettendo di manifestare a “movimenti della società civile del tutto pacifici”.

Come “pacifico” è Orlando Gutiérrez Boronat, un signore che ha lasciato Cuba da bambino ed è residente a Miami da molti anni. Costui è cofondatore del “Directorio Democrático Cubano” (DCC) e coordinatore della “Assemblea della Resistenza Cubana”.

Anche il ‘DCC’, solo nel 2019, ha ricevuto dal NED 1 milione e 950 mila dollari, mentre la USAID lo ha finanziato con ben 3 milioni e 900 mila dollari.

Gutiérrez Boronat è tra i più convinti sostenitori delle manifestazioni del 15 novembre (uno dei promotori da “dietro le quinte’). Lui spiega chiaramente che sono state organizzate per mettere in moto degli eventi che, a loro volta, faranno da detonatori ad altri “focolai”, fino a che si riuscirà a sovvertire il sistema socialista, così come è accaduto nei Paesi dell’Est Europa.

Una volta raggiunto l’obbiettivo ci sarà una “vera democrazia” con elezioni multipartitiche, “vietando però al Partito Comunista Cubano di parteciparvi”.

Queste affermazioni non sono uscite fuori da una intercettazione telefonica, ma l’ha dette nello stesso programma in cui, mezz’ora prima, era intervenuta la rappresentante di ‘Amnesty International’, la quale non si preoccupa affatto di trovarsi in compagnia di questo inquietante personaggio, che più volte ha promosso l’intervento armato sull’Isola ed è frequentatore di vari terroristi.

Si, perché lo stesso Gutiérrez Boronat si dichiara grande estimatore del defunto ‘Maggiore’ Roberto D'Aubuisson e, in altra occasione, lo porta come esempio da imitare.

L’uomo da lui citato fu il lider degli “Squadroni della morte” in El Salvador, che assassinarono più di 40.000 civili, tra cui l’arcivescovo ‘Monsignor’ Oscar Romero. E, come riportato da «The Washington Post» elogiò Hitler difronte ai giornalisti della Germania Federale: "Voi tedeschi eravate molto intelligenti. Avete capito che gli ebrei erano responsabili della diffusione del comunismo e avete iniziato a ucciderli".

Ecco a chi dà voce ‘CubaNet’, mentre la signora Guevara-Rosas accusa un Paese dove non c’è stato mai un “desaparecidos”, un giornalista ucciso, né un prigioniero torturato, un oppositore politico assassinato, nessuna polizia in armi che spara sulla folla di manifestanti, nessun poliziotto che uccide i propri concittadini di colore per un semplice controllo in strada, come spesso accade negli Stati Uniti.

Con la Rivoluzione, Cuba, è diventato un Paese dove l’infanzia è tra le più salvaguardate al mondo (rapporto Unicef); che ha eleminato l’analfabetismo; che supera i Paesi industrializzati per medici pro capite, perché è al primo posto nella classifica mondiale (Italia al 21° e gli Stati Uniti solo al 62°) e il servizio sanitario è gratuito per qualsiasi intervento il paziente necessiti; è un Paese dove anche l’istruzione è del tutto gratuita, fino al più alto grado di specializzazione; è un Paese che, solo con le sue scarse risorse, ha sviluppato 5 vaccini contro il Covid-19 nei suoi centri di ricerca pubblica[5], e con uno di questi, il ‘Soberana 2’, da settembre già sta vaccinando i bambini, iniziando dall’età di due anni, ma nessuno ne ha parlato, a differenza degli elogi di questi giorni al ‘Pfizer’.

Io non so dire quanto Amnesty International si lasci condizionare da logiche geopolitiche e dagli interessi di chi la sovvenziona con ingenti somme di denaro, però ricordo che, in quella riunione alle porte del Vaticano, un gruppo di anticastristi aveva deciso di fare pressione sulle organizzazioni umanitarie per screditare il governo cubano e appoggiare le manifestazioni del 15 novembre e, subito dopo, la rappresentante di “Amnesty International’ accetta l’invito di una delle testate di forte opposizione, finanziata dagli Stati Uniti.

Non ho nessuna prova per accusare l’organizzazione di condizionamenti, ma vedere gli stessi anticastristi, che erano presenti in quella riunione, collegarsi allo stesso programma di ‘CubaNet’ quando finisce di parlare la rappresentate di ‘Amnesty International’, continuando a lanciare menzogne e accuse contro la “dittatura comunista”, allora ho pensato che gli indizi che avevo potrebbero trasformarsi in prove.

E si, le immagini dei due video non mentono. I personaggi presenti alla tanto citata riunione, sono gli stessi che hanno occupato gran parte del programma dopo il collegamento con la ‘Direttrice di Amnesty International per le Americhe’, la Signora Erika Guevara-Rosas.

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[1] Articolo “Piazza San Pietro chiusa agli anticastristi: “il Papa si deve vergognare, è un comunista”: https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-piazza_san_pietro_chiusa_agli_anticastristi_il_papa_si_deve_vergognare__un_comunista/42370_43677/

[2] Video, Il programma di ‘CubaNet’ con la rappresentante di ‘Amnesty International’, gli anticastristi e Orlando Gutiérrez Boronat https://www.youtube.com/watch?v=UJiY-tfSsYA

[3] Articolo “Vertice Celac. Cuba e Venezuela contro gli attacchi ‘telecomandati’ di Paraguay e Uruguayhttps://www.lantidiplomatico.it/dettnews-vertice_celac__cuba_e_venezuela_contro_gli_attacchi_telecomandati_di_paraguay_e_uruguay/42370_43185/  

[4] Articolo, “I collegamenti tra gli Stati Uniti e le proteste a Cuba del prossimo 15 novembrehttps://www.lantidiplomatico.it/dettnews-i_collegamenti_tra_gli_stati_uniti_e_le_proteste_a_cuba_del_prossimo_15_novembre/8_43655/

[5] Articolo, “I cinque vaccini di Cuba contro il COVID-19: la storia completa di Soberana 01/02 / Plus, Abdala e Mambisahttps://blogs.lse.ac.uk/latamcaribbean/2021/04/20/las-cinco-vacunas-de-cuba-contra-el-covid-19-la-historia-completa-sobre-soberana-01-02-plus-abdala-y-mambisa/

 

Roberto Cursi

Roberto Cursi

Sono nato a Roma nel 1965, passando la mia infanzia in un grande cortile di un quartiere popolare. Sin da adolescente mi sono avvicinato alla politica, ma lontano dai partiti. A vent'anni il mio primo viaggio intercontinentale in Messico; a ventitré apro in società uno studio di grafica; a ventiquattro decido di andare a vivere da solo. Affascinato dall'esperienza messicana seguiranno altri viaggi in solitaria in terre lontane: Vietnam, Guatemala, deserto del Sahara, Belize, Laos... fino a Cuba.

Il rapporto consolidato negli anni con l'isola caraibica mi induce maggiormente a interessarmi della complessa realtà cubana.

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