Denuncia dell'ONU: in Messico donne e attivisti per i diritti umani sono in pericolo

Il relatore delle Nazioni Unite in Messico ha denunciato che il governo di Enrique Peña Nieto criminalizza e ostacola il lavoro dei difensori dei diritti umani

9510
Denuncia dell'ONU: in Messico donne e attivisti per i diritti umani sono in pericolo

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE



di Fabrizio Verde
 

Il Messico è uno dei paesi più pericolosi al mondo per le donne e che è attivo della difesa dei diritti umani. Questo è quanto denunciato da Michel Forst, relatore speciale per l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU). 

 

L’inviato ONU ha inoltre accusato il governo di ostacolare il lavoro di queste persone e criminalizzarle, attraverso l'uso improprio della legislazione e la manipolazione di poteri punitivi, sia statali che non statali, per ostacolare e persino paralizzare gli sforzi per esercitare il loro legittimo diritto di promuovere e proteggere i diritti umani. 

 

La criminalizzazione governativa inizia con accuse infondate, quindi procede con molteplici violazioni dei diritti umani, che includono molestie, procedimenti penali per crimini inventati fino a giungere alla detenzione senza alcun ordine del tribunale. 

 

Forst ha inoltre chiesto al governo messicano di attuare politiche di tolleranza zero contro la corruzione e il crimine organizzato e ricordato gli omicidi della giornalista Pamela Montenegro e del leader indigeno Guadalupe Campanur. 

 

Per poi evidenziare che tra i soggetti maggiormente a rischio vi sono gli attivisti per i diritti economici, sociali e culturali; i difensori dell’ambiente, parenti e vittime dei ‘desaparecidos’ (scomparsi) ed attivisti in difesa dei diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (LGBT).

 

Il relatore delle Nazioni Unite ha deplorato che il risultato "di questo clima di paura colpisce l'intera società e può portare all'autocensura".

 

A tal proposito risulta essere assordante il silenzio dei grandi media. Di fronte a numeri che sono spaventosi: in Messico ancora non sono stati individuati i responsabili della strage di Ayotzinapa. Uno dei capitoli più oscuri della storia messicana dove 43 studenti della Scuola Normale Rurale di Ayotzinapa furono attaccati da uomini incappucciati e agenti di polizia locale, mentre si recavano alla marcia che si tiene ogni anno il 2 di ottobre alla marcia per la commemorazione del massacro di Tlatelolco, avvenuto nel 1968. Oppure si pensi alla Colombia dove risultato morti 120 attivisti in 14 mesi. Dove continua la mattanza degli ex guerriglieri della FARC nonostante questi abbiano deposto le armi e fondato un partito, denominato Fuerza Alternativa Revolucionaria del Comun (FARC), per partecipare pienamente alla vita politica del paese. 

 

Adesso immaginiamo se situazioni del genere si verificassero in un paese come il Venezuela. Quale sarebbe il tono e la reazione dei media mainstream? 

A stridere, infine, è il silenzio di Luis Almagro. Il presidente dell'Organizzazione degli Stati Americani in servizio permanente contro la Rivoluzione Bolivariana.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Il caso Pirlo smaschera l'ipocrisia del pensiero unico di Fabrizio Verde Il caso Pirlo smaschera l'ipocrisia del pensiero unico

Il caso Pirlo smaschera l'ipocrisia del pensiero unico

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più di Francesco Santoianni Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Dopo Andrea Pirlo chi sarà il prossimo? di Paolo Desogus Dopo Andrea Pirlo chi sarà il prossimo?

Dopo Andrea Pirlo chi sarà il prossimo?

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio di Geraldina Colotti Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

Tutti pazzi per Roggero di Alessandro Mariani Tutti pazzi per Roggero

Tutti pazzi per Roggero

Se Pirlo avesse lavorato per un marchio sionista? di Giuseppe Giannini Se Pirlo avesse lavorato per un marchio sionista?

Se Pirlo avesse lavorato per un marchio sionista?

Quello che non vi hanno detto sul matrimonio di Donnarumma di Antonio Di Siena Quello che non vi hanno detto sul matrimonio di Donnarumma

Quello che non vi hanno detto sul matrimonio di Donnarumma

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti