Il Manifesto e il gas russo

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Il Manifesto e il gas russo

 

Ieri l'editoriale della direttrice eterna del Manifesto conteneva proposte francamente demenziali, che scavalcavano il PD nella sovraeccitazione "etica". Chiudere del tutto le forniture di gas dalla Russia, per "affrontare se non proprio un’economia di guerra, sicuramente una drastica riduzione dei consumi civili, tra l’altro persino necessaria per la salvezza del Pianeta".

Poi non ci si deve stupire se gli elettori "si buttano a destra".
 
Oggi il mio vecchio amico Pancho sullo stesso giornale rilancia e chiede di rinunciare del tutto al riscaldamento nelle nostre case, sacrificio di poco conto se paragonato alle sofferenze del popolo ucraino.
 
C'è un autoinganno che consiste nel pensare che il problema si risolva con il personaggio famoso che di fronte alle telecamere si abbassa il riscaldamento di un grado (o di molti gradi), subito imitato dalle massaie progressiste d'Europa.
 
Ma sono le industrie che hanno bisogno di energia, e la quota largamente maggioritaria dei consumi è ascrivibile a loro. Tagliare il gas ora, subito, significherebbe non avvio di decrescita virtuosa nel medio o lungo periodo ma crollo e catastrofe sociale immediata.

Gianpasquale Santomassimo

Gianpasquale Santomassimo

Storico e docente italiano. Ha insegnato presso il Dipartimento di storia dell'Università di Siena. Autore di "Antifascismo e dintorni" (Manifestolibri, 2004)

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