Il rompicapo siriano: quale ruolo gioca la Turchia?

3529
Il rompicapo siriano: quale ruolo gioca la Turchia?

 

Ieri durante la trasmissione del canale “Il contesto”, insieme a Giacomo Gabellini, abbiamo ricostruito i mandanti dell’attacco ad Aleppo.

(Guarda la puntata: https://www.youtube.com/watch?v=wIKQihpg68c)

Focus del mio approfondimento è stato scandagliare la stampa turca per giungere alla conclusione che no, la Turchia non ne fa parte.

Lo dimostrano diversi fatti: le dichiarazioni dei ministri degli esteri russo Lavrov e iraniano Araqchi (ieri volato in Turchia per incontrare il suo omologo turco Fidan); il comportamento dell’SNA (Esercito nazionale siriano, quello legato alla Turchia che controlla alcune parti del confine tra Siria e Turchia) che è intervenuto sulla scena solo per contenere i Curdi e non per partecipare all’attacco dell’HTS (Hayat Tahrir al-Sham). 

I Curdi, approfittando del caos, erano entrati in azione per collegare l’enclave curda di Tel Rifat al resto dell’area sotto loro controllo. Solo allora è entrato in azione l’SNA, legato alla Turchia, che ha addirittura espugnato Tel Rifat dopo 8 anni strappandolo alla fine proprio ai Curdi.

Allora chi ha gestito l’attacco a sorpresa? 

Ucraina, Israele, Stati Uniti.

La sacca di Afrin, da dove l’attacco è stato pianificato, è una sacca persino fuori dal controllo delle autorità turche, ribattezzata “little Afghanistan” dagli stessi Turchi.

Infine, sullo sfondo, il processo di normalizzazione dei rapporti tra Turchia e Siria.

Lo scorso 11 novembre Assad e Erdogan si sono sfiorati a Riyadh durante un’assemblea della Lega araba, apparendo insieme nella stessa foto di rito, per la prima volta dopo gli anni della guerra civile.

Erdogan sta ripetendo da mesi di essere pronto ad incontrare Assad per normalizzare i rapporti tra Siria e Turchia.

Assad chiede prima il ritiro dei Turchi dalla Siria.

I Turchi dicono che lo decideranno insieme, perché temono che l’Esercito arabo siriano non sia in grado di contenere i Curdi.

Infine il progetto Development Road, un’arteria stradale e ferroviaria che da Great Faw, in Iraq, vicino a Bassora, affacciata sul Golfo Persico, condurrà in Turchia e infine in Europa, consentendo all’Iraq la vendita del suo petrolio. Questa arteria dovrà passare sul confine tra Siria e Turchia per raggiungere la provincia di Hatay e avere sbocco sul Mediterraneo.

Questo grande progetto può avere successo solo sotto il cappello di un’ampia collaborazione tra Cina, Iran, Iraq, Siria e Turchia. Ecco perché questi Paesi sono tutti uniti oggi per combattere il terrorismo al confine tra Siria e Turchia.

Ecco perché Israele al contrario ha necessità di destabilizzare l’area, mentre l’Ucraina ha bisogno di impantanare la Russia su più fronti.

Michelangelo Severgnini

Michelangelo Severgnini

Regista indipendente, esperto di Medioriente e Nord Africa, musicista. Ha vissuto per un decennio a Istanbul. Il suo film “L'Urlo" è stato oggetto di una censura senza precedenti in Italia.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

La Gaza di Blair di Loretta Napoleoni La Gaza di Blair

La Gaza di Blair

I segreti del tè Longjing del Lago Occidentale di Hangzhou   Una finestra aperta I segreti del tè Longjing del Lago Occidentale di Hangzhou

I segreti del tè Longjing del Lago Occidentale di Hangzhou

"Bar di lusso" e "bella vita": le vergognose fake news su Gaza di Francesco Santoianni "Bar di lusso" e "bella vita": le vergognose fake news su Gaza

"Bar di lusso" e "bella vita": le vergognose fake news su Gaza

Il Saccheggio Coloniale della Cultura Nativa Americana di Raffaella Milandri Il Saccheggio Coloniale della Cultura Nativa Americana

Il Saccheggio Coloniale della Cultura Nativa Americana

Care "celebrity" che (ora) vi vergognate di Israele e dell'occidente di Francesco Erspamer  Care "celebrity" che (ora) vi vergognate di Israele e dell'occidente

Care "celebrity" che (ora) vi vergognate di Israele e dell'occidente

Ponte sullo stretto e questione meridionale di Paolo Desogus Ponte sullo stretto e questione meridionale

Ponte sullo stretto e questione meridionale

Xi incontra i leader dell'UE a Pechino di Gao Jian Xi incontra i leader dell'UE a Pechino

Xi incontra i leader dell'UE a Pechino

Situazione grave (ma non seria) a quota 8000 di Alessandro Mariani Situazione grave (ma non seria) a quota 8000

Situazione grave (ma non seria) a quota 8000

La scuola sulla pelle dei precari di Marco Bonsanto La scuola sulla pelle dei precari

La scuola sulla pelle dei precari

"Bufera" su Woody Allen. Ma avete ascoltato le sue parole? di Marinella Mondaini "Bufera" su Woody Allen. Ma avete ascoltato le sue parole?

"Bufera" su Woody Allen. Ma avete ascoltato le sue parole?

Vincolo esterno: la condizione necessaria ma non sufficiente di Gilberto Trombetta Vincolo esterno: la condizione necessaria ma non sufficiente

Vincolo esterno: la condizione necessaria ma non sufficiente

Una necessità  irrinunciabile: nuovi partiti  socialisti di Michele Blanco Una necessità  irrinunciabile: nuovi partiti  socialisti

Una necessità irrinunciabile: nuovi partiti socialisti

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti