La candidatura postuma di Sassoli: una delle cose più ignobili nella storia del PD

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La rete, lo sappiamo, è piena di imbecilli che si sentono in diritto di esprimere pubblicamente i pensieri più atroci. Ne abbiamo avuto un segno anche qualche giorno fa, dopo la morte del giornalista e politico David Sassoli, ottimo professionista e persona assolutamente degna, che certo non meritava le stupide teorie del complotto sulla sua morte, né i gesti di esultanza che purtroppo sono circolati.

Quello che però mi fa maggiormente specie, forse anche perché io in fondo ero politicamente lontano da lui, è che certe volgarità vengano espresse anche dai suoi compagni di partito. Enrico Letta avrebbe affermato che nel PD circolava l'ipotesi di Sassoli al Quirinale e che ne avrebbe addirittura parlato con lui: "Io, parlando di questo tema con lui stesso un mese fa, registrai il suo sorriso e una frase che tengo nel mio cuore".

E poco oltre: "Quella scelta che appare ovvia ai più, oggi che David non c'è più, ieri non lo appariva. Ma ora è tardi". Ma ovvia a chi? Ma come si fa ad essere così bugiardi e meschini? Con quale coraggio usa la morte di un proprio compagno per nobilitare la propria nullità politica? Mi auguro che sia tutto falso e che Repubblica abbia fatto una ricostruzione fantasiosa. In caso contrario l'improntitudine di Letta non sarebbe molto diversa da quella dei più volgari vomitatori di odio della rete.

 

 

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Paolo Desogus

Paolo Desogus

Professore associato di letteratura italiana contemporanea alla Sorbonne Université, autore di Laboratorio Pasolini. Teoria del segno e del cinema per Quodlibet.

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