La Cina e i diversi livelli di partnership

2149
 La Cina e i diversi livelli di partnership

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 
di Diego Angelo Bertozzi
 
Nel sistema tributario e gerarchico imperiale, la Cina si trovava al centro di una rete di rapporti differenziati con le altre realtà statali a seconda degli obblighi sottoscritti. Un plurisecolare schema teorico descriveva la diffusione della superiore civiltà cinese per via di cerchi concentrici che allontanandosi sempre più dal centro - la Città proibita - segnavano l’aumento del livello dei barbarie dei popoli. 
 
La fine dell’impero (1911) ha portato con sé anche il definitivo superamento della visione sinocentrica, tuttavia si potrebbe vedere il persistere della sua influenza - senza ovviamente l’aspetto gerarchico - nelle modalità d’azione della Repubblica popolare cinese, in riferimento alla ricerca di diversi gradi di collaborazione in ambiti che possono variare a seconda della controparte. In un palcoscenico internazionale caratterizzato dalla presenza di “reti multidimensionali”, lo studioso cinese Zheng Bijian (meglio conosciuto come il padre dell'espressione “ascesa pacifica”) ha invitato la Cina ad espandere gradualmente la convergenza di interessi e a costruire comunità di interessi con i suoi vicini e le regioni circostanti, così come con tutti i paesi e tutte le regioni.

Dalla fine della guerra fredda la Repubblica popolare cinese ha stretto rapporti di partnership con 54 Paesi e organizzazioni internazionali. Tra questi ci sono Russia, Stati Uniti, Francia e Unione Europea. Per il governo cinese - che ancora oggi rifiuta di legarsi ad alleanze formali - la partnership si configura come il rapporto bilaterale più elevato nel proprio sistema diplomatico e può svilupparsi secondo gradi e “intensità” diverse: partnership, partnership globale, partnership strategica e partnership strategica globale.

La definizione “globale” indica una cooperazione multisettoriale in ambiti come quelli economico, politico, militare e culturale, mentre versione “strategica” si riferisce ad un livello più alto di collaborazione con interessi comuni in generale e che coinvolge gli interessi fondamentali dei Paesi. Mentre la cooperazione con la Russia è una “partnership completa di collaborazione strategica” - definizione unica a significare lo stretto rapporto di oggi - quella con gli Usa è una semplice partnership limitata all’ambito economico. Quella con la Sco (Shanghai cooperation organization) è classificata come “partnership strategica comprensiva di coordinamento”, a sottolineare la condivisione di primari interessi nazionali come la lotta al terrorismo, al separatismo e all’estremismo. Sempre in tema di organizzazioni internazionali, Pechino ha stretto con l’Unione Europea un partenariato strategico globale. 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza di Fabrizio Verde Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)   Una finestra aperta Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia? di Francesco Santoianni In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Gli errori (da non ripetere) della "cultura woke" di Paolo Desogus Gli errori (da non ripetere) della "cultura woke"

Gli errori (da non ripetere) della "cultura woke"

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad di Marinella Mondaini La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti