La rana freccia e la creazione del nuovo leader dell'"opposizione russa"
di Marinella Mondaini
La conferenza sulla sicurezza di Monaco, che si è trasformata in conferenza sulla guerra, ovviamente contro la Russia, ha visto sfilare sul palcoscenico una dopo l’altra le figure più indegne di questo Occidente, con i loro discorsi bellicisti, compreso il pianista clown narco-führer di Kiev che autorizzato dai suoi benefattori e sostenitori finanziari europei è andato fuori di testa completamente con le sue dichiarazioni aggressive e insolenti. Dopo aver preso in giro Orban, con un’indecente frase “Viktor pensa a far crescere la pancia invece di far crescere il suo esercito per fermare i carri armati russi che ritorneranno a Budapest”, passa ad un linguaggio ancora più spinto, triviale nell’esortare i paesi europei a espellere i russi e i loro parenti (fuck away in Russia a casa vostra!)
Qualcuno potrebbe obiettare che l’Europa è strapiena di ucraini con parenti e auto di lusso, e magari è ora che tornino a casa e vadano al fronte, dove c’è grande richiesta di carne da macello.
Ma al peggio non c’è mai fine. Il colmo della giornata è stato raggiunto dalla notizia, con la pretesa di essere una “bomba”, diffusa dalle “agenzie di intelligence speciali” di cinque paesi Gran Bretagna, Germania, Francia, Paesi Bassi e Svezia: “Putin ha “molto probabilmente” avvelenato Navalnij con il veleno di una “rana freccia”. Nessuna “bomba”, è la solita notizia, ritrita e perfino noiosa dell’avvelenamento, a cui hanno voluto dare una “veste” nuova, stravagante, di sapore esotico. Perché la fantasia del Mi6 britannico raggiunge sempre nuove vette, con l’ossessione di destituire Putin e anche perché la vedova allegra e traditrice per mantenersi “attuale” è sempre in cerca di continua pubblicità e motivi per continuare la sua vita agiata e insulsa. Ma chi crede ancora a queste balle stratosferiche, PsyOp albioniche?
Se Putin avesse voluto avvelenare questo “oppositore”, che il popolo russo nemmeno considerava tale, non lo avrebbe lasciato andare in Germania col veleno addosso a curarsi nella clinica. Cioè, Putin lo avvelena la prima volta in Russia nel 2020 e dopo due giorni lo lascia andare a Berlino su richiesta della moglie, dove sa che i medici tedeschi accerteranno che l’ha avvelenato? Si tratta di menzogna e manipolazione di assai basso livello. La loro tecnica oramai è chiara come il sole. Gli “avvelenamenti di Putin” cominciano nel 2006 con l’ex spia russa Litvinenko a Londra, allora c’era il polonio. Poi hanno preso i due Skripal, padre e figlia, Putin li avrebbe “molto probabilmente” avvelenati con il “novi?ok”, una sostanza fantomatica inventata di sana pianta. A proposito, nessuno ha mai più visto in vita i due disgraziati. Poi hanno accaparrato Navalnij. La sua storia è lunga, gli avvelenamenti sono più di uno, quello precedente – sempre col Novi?jok, è stato segretato, tanto che dalla Germania non hanno mai mostrato le analisi richieste da Mosca. Ora bisogna rinnovare, il Novi?jok è passato di moda, ma Navalnij continua a servirgli anche da morto. E allora si inventano il veleno della “rana freccia” arboricola ecuadoriana (epibatidina). Come siano riusciti a prelevare dal cadavere il campione che stabilisce il nuovo avvelenamento da tale neurotossina non si sa. Gli anglosassoni hanno riesumato il cadavere, forse? Affermano che sono stati i parenti ad aver prelevato il “campione” dalla salma di Navalnij e poi l’hanno portato all’estero per farlo analizzare. E, miracolo, la risposta arriva 2 anni dopo.
Scrivono “i parenti” – ma chi? Né la vedova allegra, né i figli sono andati in Russia al funerale. L’affermazione sull’avvelenamento dei servizi segreti di 5 paesi europei non è supportata da alcuna prova. Si afferma “molto probabilmente”, così come fu con gli Skripal. La povera rana presa di mira dai criminali non può secernere il veleno in cattività e questo veleno viene raccolto dalla pelle delle rane che vivono in natura, la presenza di questo veleno nei “campioni” prelevati dal corpo di Navalnij, ottenuti in modo sconosciuto e da sconosciuti dimostrerebbe che solo lo Stato russo e il leader di questo Stato, Putin, hanno avvelenato direttamente Navalnij. Insomma, solo la Russia aveva “i mezzi, il movente e l'opportunità”. “Le dichiarazioni sull'avvelenamento di Navalnij con il veleno di rana sono una montatura dell'Occidente”- ha dichiarato il Ministero degli Esteri della Federazione Russa, “Quando saranno disponibili i risultati delle analisi e le formule delle sostanze, ci saranno anche dei commenti. Senza questi dati, tutte le discussioni e le dichiarazioni sono solo una montatura mediatica volta a distogliere l'attenzione dai problemi urgenti dell'Occidente” E quanto al vizio di distogliere l’attenzione dei lettori dai problemi veri, in questo i giornali italiani sono campioni, soprattutto riguardo la Russia. La solerte Castelletti su Repubblica è in prima fila col dito puntato sul grilletto. E poiché dopo la “rana” servono altre “sensazionali” notizie, va a intervistare Ljaškin: “storico collaboratore di Navalnij, che dice: Navalnij era il principale pericolo per il sistema, per questo l’hanno tolto di mezzo”. Si deduce che Putin ha impiegato anni per togliere di mezzo col veleno (non aveva altri modi!) Navalnij, e siccome col “novicjok” non gli è andata bene, ci prova con le rane e finalmente ci riesce! Ora però mi dovrebbero spiegare come può una corrispondente italiana fare sempre da megafono alla cosiddetta “opposizione russa” dal paese che la ospita e che lei contribuisce a demonizzare. La notizia che la “giornalista” Castelletti avrebbe dovuto pubblicare in Italia è invece questa: “La figlia di Navalnij è stata ammessa alla Yale University per apprendere le tecniche delle "rivoluzioni arancioni" e come usarle contro la Russia”. Ma la pubblica RT, canale russo contro cui la guerriera Pina e la UE fanno la guerra giorno e notte. La 24-enne Daria Navalnaja, dopo aver lasciato il suo impiego nel Partito Democratico statunitense nell’autunno scorso, ha iniziato dunque a studiare all'Università di Yale, dove Aleksej Navalnij ha studiato nel 2010, prima di diventare l'organizzatore delle proteste in Russia.
L'ammissione è attestata da un documento universitario https://www.gpsenate.yale.edu/membership/2024-2025-3d2ak-nsnwc-4mltg-7yeem segnalato da RT. In esso si precisa che al momento dell'ammissione la ragazza è stata eletta per due anni nel senato studentesco (l'equivalente del consiglio studentesco). Secondo la lettera di ammissione all'Università di Yale, la Navalnaja è stata assegnata alla Yale Jackson School of Global Affaires, dove in precedenza hanno studiato sia suo padre, sia i manager della Fondazione Anticorruzione Navalnij (FBK) Volkov, sua moglie, Zygar, Trudoljubov e altri agenti stranieri. Inoltre, anche esponenti dell’opposizione di altri paesi hanno seguito la stessa formazione, tra cui Svetlana Tichanovskaja, fuggita dalla Bielorussia e dichiarata a parole dall’Occidente “vera presidente della Bielorussia”, e i venezuelani Maria Machado e Juan Guaido. "Non c'è nulla di educativo in questo. Non si tratta di corsi di formazione avanzata, ma piuttosto di corsi specializzati in operazioni sovversive, sabotaggi a sfondo politico", ha spiegato a RT Sergej Karnauchov, esperto di servizi segreti. (https://russian.rt.com/world/news/1594652-darya-navalnaya-ielskii-universitet) L’obiettivo è quello di realizzare un "coordinamento di combattimento dei futuri gruppi politici" che poi svolgeranno compiti per i servizi segreti stranieri. Il compito di queste ragazze e ragazzi sarà quello di fare pubbliche relazioni esterne. Mentre veri e propri gruppi terroristici e di sabotaggio operano alle loro spalle, loro fungeranno da addetti stampa per le organizzazioni terroristiche", ha aggiunto il funzionario. L'intensificazione della preparazione degli oppositori russi in fuga a Yale non è passata inosservata alle forze dell'ordine russe.
Nel luglio 2025, la Procura generale russa ha dichiarato l'Università di Yale un'organizzazione indesiderata per «le sue attività volte a violare l'integrità territoriale della Federazione Russa». Secondo i dati del ministero, l'istituzione ha anche partecipato al “blocco internazionale” della Russia e alla sovversione delle sue basi economiche, nonché alla destabilizzazione della situazione socio-economica e politica nel Paese”. Stanno insomma preparando il nuovo “leader” dell’opposizione per continuare la loro guerra contro la Russia per distruggerla dall’interno, visto che sul campo di battaglia non ci riescono. Mentre i giornali italiani continuano ad osannare Navalnij, gli italiani dovrebbero sapere che la “Fondazione Anticorruzione (FBK) in Russia è stata inserita nel registro delle ONG che agiscono come agenti stranieri su decisione del Ministero della Giustizia russo. L'organizzazione e le sue affiliate sono state considerate estremiste e le sue attività sono state vietate su decisione del Tribunale della città di Mosca. Il 27 novembre 2025 è stata designata come organizzazione terroristica.

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