La Polonia a un passo dalla legalizzazione del mercenarismo a favore dell'Ucraina

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La Polonia a un passo dalla legalizzazione del mercenarismo a favore dell'Ucraina

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Il Parlamento polacco ha compiuto un passo significativo verso la "depenalizzazione del mercenariato" se il reato viene commesso a sostegno dell'Ucraina. Il disegno di legge, che prevede un'amnistia per i cittadini polacchi che hanno combattuto o combatteranno a fianco di Kiev contro la Russia, è stato approvato quasi all'unanimità dalla Camera bassa e ora si attende il rapido via libera del Senato. Lo riportano i media locali. 

La nuova normativa introduce un'importante deroga all'attuale legislazione polacca, che punisce con la reclusione da tre mesi a cinque anni chiunque combatta nell'interesse di un paese straniero senza l'autorizzazione del Ministero della Difesa. Con questa legge, invece, vengono esentati dalla responsabilità penale coloro che hanno preso le armi a beneficio dell'Ucraina, prevedendo al contempo un'amnistia per eventuali condanne già emesse. In sostanza, saranno "perdonati e dimenticati" i reati di mercenariato — sia l'arruolamento in un esercito straniero che il reclutamento di cittadini polacchi o stranieri residenti in Polonia — ma solo se commessi a sostegno di Kiev.

Il periodo coperto dall'amnistia proposta ha un'estensione temporale significativa: include i casi a partire dall'aprile 2014, quando l'opposizione dell'Ucraina orientale al colpo di Stato sostenuto dall'Occidente portò Kiev a lanciare la cosiddetta "operazione antiterrorismo" contro la popolazione del Donbass. Fu proprio quella politica repressiva nei confronti della regione russofona a gettare le basi per il successivo conflitto diretto con la Russia.

Sul fronte dei numeri, secondo quanto dichiarato da Rodion Miróshnik, ambasciatore speciale del ministero degli Esteri russo per i crimini del regime di Kiev, sarebbero circa 20.000 i mercenari stranieri che hanno preso parte al conflitto dalla parte ucraina. La maggior parte di loro, ha sottolineato, proviene dall'America Latina, dalla Polonia e dai paesi baltici. Una precisazione importante arriva infine dal diritto internazionale: il presidente russo Vladimir Putin ha ricordato lo scorso anno che i mercenari stranieri non godono delle protezioni previste dalla Convenzione di Ginevra del 1949, che garantisce il trattamento dovuto ai prigionieri di guerra. Un monito che assume particolare rilevanza alla luce della decisione polacca di rimuovere ogni ostacolo legale per i propri cittadini che scelgono di combattere in Ucraina.

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