"Le decisioni del Venezuela vengono prese a Caracas", la risposta del governo bolivariano alla squallida ingerenza USA

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"Le decisioni del Venezuela vengono prese a Caracas", la risposta del governo bolivariano alla squallida ingerenza USA

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Uno squallido ricatto. Così potrebbe essere sintetizzata l’ultima ingerenza degli Stati Uniti negli affari interni del Venezuela. Il governo di Donald Trump per bocca del Segretario di Stato Mike Pompeo ha proposto di togliere le criminali sanzioni che stritolano l’economia di Caracas e pregiudicano un Venezuela in piena lotta contro l’epidemia di Covid-19, in cambio di un governo di transizione che dovrebbe portare il paese ad elezioni entro un anno. 

 

Secondo la proposta ricattatoria degli Stati Uniti  - come riporta l’agenzia Reuters - sia Maduro che Guaido si dovrebbero fare da parte e nessuno dei due entrerebbe nel governo di transizione.

 

Una proposta rigettata al mittente da Caracas. Il ministro degli esteri venezuelano, Jorge Arreaza, ha dichiarato che “le decisioni del Venezuela vengono prese a Caracas, al Palazzo Miraflores, perdono tempo nel loro labirinto, non siamo controllati da nessuno”. 

 

Il ministro ha inoltre aggiunto: “Possono dire quello che vogliono e quando vogliono, ma le decisioni in Venezuela vengono prese qui e con le istituzioni", ha dichiarato Arreaza in un'intervista al giornalista Santiago Martínez di BluRadio Colombia.

 

"Né le minacce né le strategie di estorsione né la pretesa di imporre falsi accordi distoglieranno l'attenzione e l'energia del presidente Nicolás Maduro, del suo governo, delle forze armate bolivariane e dello stato venezuelano nel suo insieme, a protezione del popolo”, si legge in un comunicato diffuso dal governo bolivariano. 

 

Una netta condanna arriva anche da Cuba. Il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez tramite Twitter ha sottolineato che il piano di Pompeo “costituisce una minaccia per la pace e la sicurezza del nostro emisferio”.

 

“Cuba rifiuta il nuovo piano di (Mike) Pompeo per il Venezuela, che conferma solo la pretesa neo-coloniale degli Stati Uniti in linea con la Dottrina Monroe. Costituisce una minaccia alla pace e alla sicurezza del nostro emisfero. Le sanzioni devono essere revocate senza alcuna condizione”. 

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