L'obiettivo vero di Draghi è salvare (nuovamente) l'euro

5340
L'obiettivo vero di Draghi è salvare (nuovamente) l'euro

Perché Mario Draghi ha accettato l'incarico di Presidente del Consiglio?

È una domanda che resta ad aleggiare nella crisi che sta azzerando totalmente la classe politica italiana.

Una foto ormai icona di queste prime consultazioni di Draghi con i partiti politici ce lo mostra con l'album delle figurine per distinguere e memorizzare i volti dei politici con cui sta trattando. E parliamo dei principali rappresentanti dei partiti.

Sicuramente la leva che ha spinto Draghi ad accettare un così ostico compito non è il prestigio personale.

Aldilà della santificazione apologetica dei media, non ha alcun bisogno, Draghi, di scendere nell'arena. 

Anzi.

Avrebbe potuto mantenere il suo "alto profilo" nell'ombra, senza doversi scoprire troppo, fino alla consacrazione da presidente della Repubblica.

E allora? Senso di Patria?

Quando sarebbe dovuto intervenire per frenare la speculazione nel 2011 contro l'allora governo Berlusconi, non lo fece.

Intervenne solo il 26 luglio del 2012 durante un forum di investitori a Londra, nel mezzo della profonda crisi economica che aveva colpito l’Europa. Disse che la BCE, da lui presieduta, avrebbe fatto «whatever it takes», «tutto il necessario» per salvare l’euro.

Quindi perché Draghi è sceso in campo?

Perché, per salvare l'euro, oggi è indispensabile "salvare l'Italia"?

Forse è così. Forse non c'era più tempo.

Quando gli italiani non cantavano più dai balconi e nulla era stato fatto per intervenire sullo sfascio annoso della sanità pubblica, le nuove povertà socioeconomiche erano percepibili in modo drammatico, il blocco dei licenziamenti non più prorogabile.

La favoletta dei soldi del Recovery Fund non poteva reggere a lungo.

C'erano tutte le condizioni per una crisi di portata enorme e ingestibile che avrebbe potuto colpire la tenuta della zona euro.

Allora serviva uno di "alto profilo", non legato al "ricatto" del consenso elettorale, che rimettesse a posto il tessuto produttivo, che avesse il "coraggio" di farlo anche contro i veti frugali della UE, anche mettendosi contro il nazionalismo francese o la miopia tedesca.

L'inizio del governo Draghi non sarà subito lacrime e sangue, ma bastone e carota.

Per introdurre le riforme che Leuropa vuole, cioè altri tagli e altre tassazioni, occorre che ci sia chi può pagare senza mettere tutto a ferro e fuoco.

Le rivolte socioeconomiche che stanno incendiando anche l'Europa hanno bisogno di un pompiere per spegnere il fuoco, dividendolo con un muro in tanti piccoli focolai non comunicanti.

Quindi Draghi già parla di rilanciare la spesa pubblica, ma di bloccare l'assistenzialismo (leggi ristori ai piccoli imprenditori, reddito di cittadinanza, cassa integrazione straordinaria).

Draghi non vuole salvare l'Italia, vuole salvare, come sempre, l'euro.

Draghi ci metterà in ventilazione forzata, per preparare il paziente a subire le riforme senza morire nel frattempo.

A rimetterci sarà proprio l'Italia, quella della "sovranità appartiene al popolo", quella fondata sul diritto al lavoro.

A perdere siamo sempre noi. La lotta di classe l'hanno vinta loro.

Agata Iacono

Agata Iacono

Sociologa e antropologa

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

La Gaza di Blair di Loretta Napoleoni La Gaza di Blair

La Gaza di Blair

I segreti del tè Longjing del Lago Occidentale di Hangzhou   Una finestra aperta I segreti del tè Longjing del Lago Occidentale di Hangzhou

I segreti del tè Longjing del Lago Occidentale di Hangzhou

"Bar di lusso" e "bella vita": le vergognose fake news su Gaza di Francesco Santoianni "Bar di lusso" e "bella vita": le vergognose fake news su Gaza

"Bar di lusso" e "bella vita": le vergognose fake news su Gaza

Il Saccheggio Coloniale della Cultura Nativa Americana di Raffaella Milandri Il Saccheggio Coloniale della Cultura Nativa Americana

Il Saccheggio Coloniale della Cultura Nativa Americana

Care "celebrity" che (ora) vi vergognate di Israele e dell'occidente di Francesco Erspamer  Care "celebrity" che (ora) vi vergognate di Israele e dell'occidente

Care "celebrity" che (ora) vi vergognate di Israele e dell'occidente

Ponte sullo stretto e questione meridionale di Paolo Desogus Ponte sullo stretto e questione meridionale

Ponte sullo stretto e questione meridionale

Xi incontra i leader dell'UE a Pechino di Gao Jian Xi incontra i leader dell'UE a Pechino

Xi incontra i leader dell'UE a Pechino

Situazione grave (ma non seria) a quota 8000 di Alessandro Mariani Situazione grave (ma non seria) a quota 8000

Situazione grave (ma non seria) a quota 8000

La scuola sulla pelle dei precari di Marco Bonsanto La scuola sulla pelle dei precari

La scuola sulla pelle dei precari

"Bufera" su Woody Allen. Ma avete ascoltato le sue parole? di Marinella Mondaini "Bufera" su Woody Allen. Ma avete ascoltato le sue parole?

"Bufera" su Woody Allen. Ma avete ascoltato le sue parole?

Vincolo esterno: la condizione necessaria ma non sufficiente di Gilberto Trombetta Vincolo esterno: la condizione necessaria ma non sufficiente

Vincolo esterno: la condizione necessaria ma non sufficiente

Una necessità  irrinunciabile: nuovi partiti  socialisti di Michele Blanco Una necessità  irrinunciabile: nuovi partiti  socialisti

Una necessità irrinunciabile: nuovi partiti socialisti

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti