Lo spread ecologico è molto più grave di quello finanziario. Ma conviene non parlarne

Lo spread ecologico è la differenza tra il ritmo con il quale consumiamo le risorse naturali e la loro capacità di rigenerazione.

1461
Lo spread ecologico è molto più grave di quello finanziario. Ma conviene non parlarne

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE



di Dario Tamburrano*



Di spread ecologico ho parlato a Rimini all’interno della fiera Ecomondo, illustrando e premiando le dieci migliori eco-innovazioni scelte dal comitato scientifico di Ecofuturo: le eco innovazioni tecnologiche sono e saranno sempre più fondamentali per ripristinare un corretto rapporto tra l’uomo e l’ambiente.

 

In cosa consiste esattamente lo spread ecologico? Ogni anno, la Terra è in grado di produrre una determinata quantitàdi cibo, di legname, di acqua potabile e così via. Ogni anno, le foreste possono assorbire una determinata quantità di anidride carbonica, il principale responsabile dei cambiamenti climatici, un gas che immettiamo nell’atmosfera bruciando i combustibili fossili. Ma il genere umano consuma in soli sette mesi, o poco più, ciò che il pianeta può rigenerare nel corso di un intero anno. Lo spread ecologico è appunto questo.


Il giorno in cui i nostri consumi esauriscono le risorse dell’anno si chiama Earth Overshoot Day (“giorno del sovrasfruttamento della Terra”). Quest’anno è caduto il primo agosto e ogni anno arriva un po’ prima. La data viene calcolata da una rete di associazioni chiamata Global Footprint Network in base all’impronta ecologica del genere umano.


Se immaginiamo la Terra come un bancomat, dal giorno dell’Earth Overshoot Day al 31 dicembre il genere umano continua ad effettuare prelievi attingendo da un conto in rosso: i consumi avvengono a spese della capacità che le risorse naturali hanno di rigenerarsi e si crea un debito ecologico che i nostri figli e nipoti riceveranno in eredità.




Ogni Paese ed ogni persona prelevano dal bancomat terrestre con una diversa intensità. Essa dipende – ovviamente – dal tipo e dal livello dei consumi. Se tutti si comportassero come il Qatar, le risorse che la Terra genera in un anno intero finirebbero già il 9 febbraio. L’Italia esaurisce il budget annuale il 24 maggio. Il Vietnam, il più parco, lo fa durare fino al 13 dicembre. Ognuno può calcolare il suo personale spread ecologico tramite il “footprint calculator”, ma complessivamente il genere umano utilizza le risorse naturali 1,7 volte più velocemente rispetto al ritmo con cui gli ecosistemi le rigenerano.


Detto in altre parole, lo spread ecologico discende dal fatto che ci comportiamo come se avessimo a disposizione le risorse naturali di 1,7 Terre: però la nostra Terra è una sola e non ne abbiamo un’altra di riserva.


Le misure per ridurre lo spread ecologico sono suggerite dal comunicato stampa del 2017: se dimezzassimo gli sprechi alimentari e la componente dell’impronta ecologica globale legata all’assorbimento di anidride carbonica, l’Earth Overshoot Day arriverebbe – rispettivamente – 11 e 89 giorni più tardi; nel 2050 l’Earth Overshoot Day potrebbe coincidere con il 31 dicembre (andando quindi in pareggio) se solo riusciremo ogni anno a posticiparlo di 4,5 giorni.


*Eurodeputato del M5S


Fonte

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni   Una finestra aperta Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni

Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia? di Fabio Massimo Paernti Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca di Alessandro Bartoloni La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Virginia Libero, una storia triste (e penosa) di Paolo Desogus Virginia Libero, una storia triste (e penosa)

Virginia Libero, una storia triste (e penosa)

Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo di Geraldina Colotti Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo

Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra di Marinella Mondaini Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra

Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni di Giorgio Cremaschi La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni

La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti