Lukashenko su Protasevich: "Chi lo ha pagato per partecipare alla guerra nel Donbass?"

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L’atterraggio non previsto del volo Ryanair diretto a Vilnius con a bordo il neonazista Roman Protasevich, poi tratto in arresto dalle forze di sicurezza bielorusse, è avvenuto per un allarme bomba poi rivelatosi infondato. 

Sulla vicenda ha aggiunto nuovi dettagli il presidente Lukashenko, come riporta l’agenzia TASS. L’allarme bomba sul volo Ryanair è arrivato dalla Svizzera, ha affermato il presidente bielorusso in parlamento in una riunione con i legislatori, i membri della Commissione costituzionale e i rappresentanti delle agenzie governative. 

“Il messaggio che c'era una bomba a bordo di quell'aereo veniva dalla Svizzera ", ha detto Lukashenko”, secondo quanto riferisce il canale Telegram dell'emittente televisiva ATN.

Quindi il volo proveniente da Atene, in Grecia, appartenente alle compagnia aerea Ryanair ha effettuato un atterraggio di emergenza all'aeroporto internazionale di Minsk, scortato da un caccia MiG-29 dell’aviazione militare bielorussa. Dopo l'atterraggio, gli specialisti hanno perquisito l'aereo ma non hanno trovato alcuna bomba.

In seguito Minsk ha affermato di aver rilevato tra i passeggeri la presenza dell’oppositore neo-nazista Roman Protasevich, un co-fondatore del canale Telegram Nexta, dichiarato fuorilegge in Bielorussia in quanto estremista. 

Il direttore del dipartimento dell'aviazione del ministero dei Trasporti e delle Comunicazioni bielorusso, Artyom Sikorsky, ha dichiarato in seguito che la mail contenente la minaccia bomba era stata inviata all'indirizzo e-mail dell'aeroporto di Minsk dal servizio Protonmail.com. Il messaggio in inglese era scritto da presunti membri del movimento palestinese Hamas.

Dopo gli eventi alcuni paesi occidentali hanno iniziato a sospendere i collegamenti aerei con la Bielorussia o hanno consigliato alle loro compagnie aeree di tenersi alla larga dallo spazio aereo bielorusso.

Chi finanzia le attività di Roman Protasevich?

Il presidente bielorusso pone inoltre alcune domande sulle attività non proprio pacifiche o meramente giornalistiche del neonazista Roman Protasevich: “Lasciamo che i suoi numerosi padroni occidentali rispondano a questa domanda: per quali servizi segreti lavorava questo individuo? Non solo lui, ma anche la sua complice. Questi sostenitori occidentali dovrebbero rispondere a un'altra domanda: chi lo ha pagato per partecipare alla guerra nel Donbass?”.

A questo punto il presidente Lukashenko evidenzia: “Forse hanno più paura di questo. Quindi stanno facendo un po' di confusione. La sua esperienza come mercenario è enorme. Questi fatti sono noti non solo qui, ma nella fraterna Russia, e anche in tutto il mondo. E lui non lo ha nascosto. Ebbene, qui, in Bielorussia, lui e i suoi complici hanno anche tramato un massacro e un colpo di Stato sanguinoso”. 

Per questo Protasevich viene definito senza mezzi termini “terrorista”. "Secondo la legge, questa persona è stata inserita nella lista di terroristi e la sua organizzazione è riconosciuta come estremista. Chi non la sa? E che abbiamo trattenuto lui, un cittadino bielorusso, questo è il nostro diritto sovrano di farlo", ha sottolineato Lukashenko, secondo quanto riporta l’agenzia TASS. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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