Mariupol, quello che ho visto e sentito

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Mariupol, quello che ho visto e sentito

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Di Maurizio Vezzosi* - Donetsk

(Dal suo canale telegram: https://t.me/mauriziovezzosi)

 

L'acqua arriva nuovamente nelle condotte dell'area urbana di Donetsk, da dove scrivo.

Nella mattinata di oggi, mentre mi trovavo a Mariupol, un complesso residenziale nella zona di Kirovskij - a sud di Donetsk - è stato colpito da alcuni colpi di artiglieria dell'esercito ucraino: quattro civili – tutte donne – hanno perso la vita.

Pesantissima la situazione a Mariupol, dove prosegue l'evacuazione dei civili, già fuggiti a migliaia: in macchina, in bus, in bicicletta, a piedi. Impossibile dare conto di quanti siano scappati e di quanti siano rimasti.

Altrettanto impossibile dare conto, del numero dei civili e dei militari morti nella battaglia per la conquista della città. Molti i morti a cui non è stata ancora data sepoltura.

Mariupol è completamente circondata ed alcuni settori della città sono già sotto controllo russo.

Non c'è acqua, né telefono, né corrente elettrica. 

Moltissimi i complessi residenziali distrutti: sparando missili anticarro dai piani alti di questi edifici la compagine ucraina ha tentato di rendere il più complicato possibile l'accesso alla città da parte delle forze russe. Intensi i combattimenti nella zona dell'acciaieria, ancora controllata dal battaglione Azov. 

Migliaia di persone vivono da settimane negli scantinati: a centinaia si aggirano per le strade per trovare da mangiare. I negozi ed i magazzini sono stati presi d'assalto. Enormi le difficoltà, nonostante le ingenti consegne di viveri da parte delle forze russe.

A migliaia di civili è stato a lungo impedito di allontanarsi da Mariupol da parte del battaglione Azov: ho avuto personalmente conferma di questo da parte di numerosi civili in fuga verso Donetsk. Non posso escludere che ad una parte dei civili rimasti in città venga ancora negata dalla medesima compagine la possibilità di allontanarsi.

Molte le testimonianze che riferiscono di civili feriti ed uccisi dal battaglione Azov tentando la fuga prima che la periferia nord della città venisse conquistata dalle forze russe.

Inaccessibile, almeno per oggi, la zona del teatro.

Tutti i civili che si allontano dalla città vengono  identificati dalle forze russe.

A tutti gli uomini viene chiesto di mostrare petto, schiena, gambe e braccia per appurare la presenza di eventuali tatuaggi che possano ricondurre la loro identità a membri del battaglione Azov.

La conquista della città da parte delle forze russe appare una questione di giorni.

 

*Foto e testo di Maurizio Vezzosi dal suo canale Telegram

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