Muore un bimbo ma la paladina "liberal" Nancy Pelosi difende il raid Usa in Siria

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La presidente della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, Nancy Pelosi, paladina della sinistra "liberal", difende il recente attacco del suo Paese alla Siria, che ha causato la morte di un bambino.

Questa mattina, i jet da combattimento statunitensi hanno  attaccato un'area di Al-Bukamal, nella provincia di Deir Ezzor  (Siria orientale), al confine con l'Iraq, provocando la morte di un bambino morto e il ferimento di tre civili.

Inoltre, fonti irachene riferiscono che quattro combattenti delle Unità di mobilitazione popolare irachene (Al-Hashad Al-Shabi, in arabo) sono stati uccisi nell'assalto.

In una prima reazione al raid, Pelosi, attraverso un comunicato, ha difeso l'attacco, sostenendo che gli attacchi aerei "sembrano essere una risposta diretta e proporzionale a una minaccia grave e specifica".

"Proteggere gli eroi militari che difendono le nostre libertà è una priorità", si legge nel testo.

La nota di Pelosi, inoltre, ribadisce che il Congresso degli Stati Uniti si aspetta di ricevere e rivedere la notifica formale di questa operazione, ai sensi del War Powers Act, e di ricevere ulteriori rapporti dall'amministrazione Joe Biden al riguardo.

Poco dopo l'attacco, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (il Pentagono) ha rilasciato una dichiarazione in cui la responsabilità dell'attentato è attribuita alle posizioni delle Unità di mobilitazione popolare irachene nella striscia di confine tra Iraq e Siria, indicando di averlo fatto per espresso ordine di Biden. Un vero e proprio segni di discontinuità si direbbe, rispetto a Trumo, se non ci fossero i morti, per giunta bambini, verrebbe proprio da ridere.

Il Pentagono ha anche affermato che l'attacco è stato una risposta agli attacchi delle milizie popolari contro basi e  truppe statunitensi sul suolo iracheno , dove la gente, stufo di questa presenza illegale, chiede il ritiro delle forze straniere.

A loro volta, le forze popolari irachene hanno attaccato gli Stati Uniti per il loro nuovo attacco alle aree di confine, sostenendo che prenderanno di mira qualsiasi aggressore.

In effetti, la presenza degli Stati Uniti non è benvenuta né in Iraq né in Siria; perché Washington è in entrambi i paesi, con il pretesto di combattere i terroristi, tuttavia, con i suoi atti ostili ha prolungato la crisi ed i suoi attacchi hanno causato la morte di migliaia di civili.

Tra l'altro questi attacchi servono a dare vifore alle cellule dormienti dell'Isis che sono ancora attive nelle zone desertiche della Siria.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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