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Nato in frantumi. L'esercito greco pronto a reagire all'ennesima provocazione di Erdogan

 

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di Antonio Di Siena
 

Dopo gli accordi farlocchi che tentano di riscrivere unilateralmente i confini marittimi fra Turchia e Libia A danno della Grecia, il presidente Erdogan ha annunciato che la nave Oruc Reis inizierà a breve (forse oggi stesso) operazioni di ricerca di risorse naturali (petrolio e gas) nelle acque di Kastellorizo-Megísti.





L’esercito greco, da sempre massicciamente presente sulle isole dell’Egeo orientale, è in stato di massima allerta e pronto a reagire a un’eventuale violazione turca delle acque territoriali elleniche. All’interno e all’esterno delle quali sono segnalate importanti manovre navali da parte di entrambe le marine militari.


Intanto, nei cieli sopra l’isola in cui Salvatores ha girato “Mediterraneo”, sono in atto frequenti violazioni dello spazio aereo greco da parte dell’aviazione di Ankara.


Manovre che si teme possano essere l’estremo tentativo di Erdogan di scongiurare militarmente l’accordo sulla delimitazione di una zona economica esclusiva tra Grecia ed Egitto, attualmente in discussione fra i due Paesi.


Ricordiamo che la Turchia, paese tecnicamente alleato e membro della NATO, non è nuova a simili provocazioni. E dal 1974 occupa abusivamente la parte settentrionale di Cipro, isola culturalmente, linguisticamente ed etnicamente da sempre parte della Grecia.
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