Odio i fatalisti

6738
Odio i fatalisti

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


di Francesco Erspamer


Odio i fatalisti. Quelli che mascherano la loro pigrizia, la loro superficialità, le loro paure, la loro impreparazione dietro la passiva accettazione di un presunto destino ormai scritto o di poteri invincibili. Chi vive veramente non può che scegliere l’azione, l’impegno, la lotta, anche se le speranze sono poche, anche se le difficoltà sono reali e paiono insormontabili. La rassegnazione è abulia, parassitismo, vigliaccheria; non è vita. Perciò odio i fatalisti.


Il fatalismo è il peso morto della Storia. Il fatalismo opera potentemente nella Storia. Opera passivamente, ma opera. È ciò su cui non si può contare; è ciò che blocca il pensiero, i cambiamenti, i programmi; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, sopporta leggi ingiuste e lascia al potere uomini indegni. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la gente si piega perché le fanno credere che non ci sia niente da fare; e allora sembra che sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, molti sognano miracoli; ma nessuno o pochi si domandano: se adesso facessi il mio dovere, se cercassi di far valere la mia volontà, davvero non potremmo ottenere ciò che vogliamo? 


Odio i fatalisti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come stanno svolgendo il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che fanno e specialmente di ciò che non fanno. E sento che è giusto essere inesorabile e non dover sprecare la mia pietà, non dover spartire con loro le mie lacrime. 


L’impegno è vita, è speranza di vita, non importa se disperato o perdente: nelle coscienze di chi lotta già pulsa l’attività di un mondo migliore. E in esso la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in esso nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, agisco, ci provo. Perciò odio chi sta a guardare, chi si piega o si limita a criticare, senza provare, senza sbagliare, senza provare di nuovo; odio i fatalisti.


(Adattamento di una famosa pagina di Gramsci dedicata agli indifferenti, antenati degli odierni fatalisti e affetti dalla stessa sindrome).

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Dopo Andrea Pirlo chi sarà il prossimo? di Paolo Desogus Dopo Andrea Pirlo chi sarà il prossimo?

Dopo Andrea Pirlo chi sarà il prossimo?

Tutti pazzi per Roggero di Alessandro Mariani Tutti pazzi per Roggero

Tutti pazzi per Roggero

Se Pirlo avesse lavorato per un marchio sionista? di Giuseppe Giannini Se Pirlo avesse lavorato per un marchio sionista?

Se Pirlo avesse lavorato per un marchio sionista?

Quello che non vi hanno detto sul matrimonio di Donnarumma di Antonio Di Siena Quello che non vi hanno detto sul matrimonio di Donnarumma

Quello che non vi hanno detto sul matrimonio di Donnarumma

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti