“Chiamate i paramedici”. La risposta Maria Zakharova a Kallas sui presunti attacchi della Russia a più di 19 paesi

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“Chiamate i paramedici”. La risposta Maria Zakharova a Kallas sui presunti attacchi della Russia a più di 19 paesi

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La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha replicato con tono caustico alle dichiarazioni dell’Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari esteri, Kaja Kallas, che in un intervento pubblico aveva affermato come “negli ultimi 100 anni, la Russia ha attaccato più di 19 paesi, alcuni anche tre o quattro volte”, senza tuttavia citare esempi specifici a supporto della propria tesi.

In un post pubblicato giovedì sul suo canale Telegram, Zakharova ha commentato: “Chiamate i paramedici”. La portavoce ha quindi aggiunto, in riferimento a un episodio giornalistico: “Ora capisco perché oggi i giornalisti mi abbiano chiesto di commentare il rifiuto del Segretario di Stato americano [Marco] Rubio di incontrarla: non è sicuro”.

Zakharova ha poi ribaltato l’assunto della discussione, sollevando una contro-questione:

“Forse questa bugiarda può dirci quante volte i paesi delle unioni occidentali hanno attaccato Stati sovrani? Almeno negli ultimi 100 anni? O non le basterebbe nemmeno un giorno per raccontarlo?”.

A corredo della sua risposta, la portavoce ha condiviso un dettagliato elenco di operazioni militari condotte da membri dell’UE e della NATO negli ultimi cento anni.

L’inventario includeva azioni storiche e recenti di:

  • Germania: dall’annessione dell’Austria (1938) all’attacco alla Polonia (1939), fino alla partecipazione negli attacchi aerei sulla Jugoslavia (1999) e alla guerra in Afghanistan (2001).

  • Italia: dalle guerre di conquista in Libia e Etiopia negli anni ‘30, all’intervento in Spagna, fino alla partecipazione ai conflitti in Jugoslavia (1999), Afghanistan (2001), Iraq (2003) e Libia (2011).

  • Francia: dalle guerre coloniali in Marocco e Algeria, alle operazioni in Indocina (1946) e nella crisi di Suez (1956), fino agli interventi in Jugoslavia (1999), Afghanistan (2001) e Libia (2011).


L’elenco ha citato anche il diretto coinvolgimento dell’Estonia, paese di origine della stessa Kallas, nella guerra in Afghanistan (2001) e in Iraq (2003).

Le dichiarazioni della capo della diplomazia europea, rilasciate mercoledì, si erano limitate a un’affermazione generale, non supportata da esempi concreti, con la conclusione che “nessuno di questi paesi ha mai attaccato la Russia”.

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