Atreju, Kiev e la "proposta" di Mieli

14047
Atreju, Kiev e la "proposta" di Mieli

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

Il “triangolo di Atreju” - abilmente utilizzato dalla premier Giorgia Meloni per distogliere l’attenzione dalla disastrosa situazione economica interna, dall’impasse in Ucraina, dal genocidio che continua in Palestina e in generale dal docile vassallaggio al bellicismo senza freni dell’Unione Europea - compie un ulteriore salto di qualità, grazie al surreale editoriale di Paolo Mieli oggi sul Corriere della Sera.

Sfidando nuove vette di fondamentalismo atlantico, Mieli consiglia alla segretaria del PD di non curarsi della kermesse di Fratelli d'Italia, ma di compiere un «piccolo» passo che ancora le manca. “Dovrebbe confrontarsi in un pubblico dibattito da tenersi in un teatro a Kiev sotto i bombardamenti russi”.

Dibattito da tenere con chi Mieli non lo specifica. Del resto, con il collasso del regime in corso per come vengono utilizzati i tanti soldi anche dei contribuenti italiani, la Schlein rischierebbe di trovarsi da sola in quel teatro. Ma, convintissimo della sua proposta prosegue il Mieli: “Provocherebbe, certo, malumore tra una parte dei suoi. Ma forse aggiungerebbe a quello che ha già un pezzo di elettorato che potrebbe rivelarsi decisivo al momento della conta decisiva. Una sua presenza a Kiev nei giorni più difficili, avrebbe, ne siamo sicuri, una risonanza più ampia di quella, mancata, ad Atreju.”

In una fase in cui l’Unione Europea resta ancorata alla guerra in Ucraina come sua forma di sopravvivenza unica e ultima. In una fase in cui la nostra premier è in evidente difficoltà a giustificare il suo “sovranismo” da campagna elettorale con la supina accettazione di armi, miliardi (e servilismo) da inviare a Kiev. In questa fase storica in cui i profeti della guerra “fino all’ultimo ucraino” devono ideare sempre nuovi escamotage per mandare in frantumi anche il nuovo piano di pace, alla segretaria del Pd, semplicemente, non serve andare a Kiev per dimostrare la sua fedeltà. Il partito di cui è segretaria ha votato convintamente giovedì scorso a Strasburgo il diktat del Parlamento dell’UE contro il processo di pace in corso. Come una Boris Johnson qualunque. Ma non lo ha fatto da sola. Insieme a lei, altrettanto convintamente, Fratelli d’Italia.

La verità, caro Mieli, è che il dibattito a due – che sia ad Atreju, a Kiev o su Marte - non conviene a entrambe: metterebbe a nudo in modo ineauivocabile come i due partiti di cui sono alla guida, a parte vuota retorica su immigrazione e sicurezza, siano ("fino all'ultimo ucraino") semplicemente le due facce della stessa decrepita medaglia.

Dante Edmondo

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

I due aspetti che più mi colpiscono del caso Roggero di Paolo Desogus I due aspetti che più mi colpiscono del caso Roggero

I due aspetti che più mi colpiscono del caso Roggero

Tutti pazzi per Roggero di Alessandro Mariani Tutti pazzi per Roggero

Tutti pazzi per Roggero

Il campo largo del centrosinistra ristretto ai soliti noti di Giuseppe Giannini Il campo largo del centrosinistra ristretto ai soliti noti

Il campo largo del centrosinistra ristretto ai soliti noti

"Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti di Antonio Di Siena "Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti

"Ruderi" della costa a Bari diventano alloggi per turisti

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti