Più realisti del Re. La Stampa di Torino sul Venezuela rilancia perfino le fake news smentite dall'opposizione

Più realisti del Re. La Stampa di Torino sul Venezuela rilancia perfino le fake news smentite dall'opposizione

Ancora mistificazione del mainstream italiano per gettare fango sul governo bolivariano

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di Fabrizio Verde
 

«Verso l’ora del tramonto, la piazza Altamira è illuminata solo dai fuochi di sbarramento accesi dai ragazzi della protesta contro il governo chavista. Bottiglie molotov in mano, passamontagna calati sulla faccia, hanno appena salutato l’ultima vittima della repressione, lo studente ventenne Juan Pernalete, ucciso da una bomba lacrimogena che lo ha colpito al petto», questo l’attacco di un reportage de ‘La Stampa’ che attraverso la penna del suo inviato Paolo Mastrolilli contribuisce alla mistificazione in atto sulle vicende in corso in Venezuela. 

 

Il giornalista del quotidiano torinese afferma che il giovane studente è stato colpito da una bomba lacrimogena al petto. Una menzogna colossale smentita dal quotidiano di opposizione ‘El Nacional’ e dal sindaco del municipio di Chacao (afferente l’opposizione), che il nostro ‘inviato’ a Caracas rilancia per rafforzare la narrazione post-veritiera sul Venezuela Bolivariano che reprime ogni forma di dissenso. 


Lo studente Pernalete risulta essere stato colpito a morte da un altro giovane terrorista, come si evince dal video diffuso dal ministro Villegas in una conferenza stampa con i media internazionali, da cui è tratto questo screenshot che inchioda alla propria responsabilità l’oppositore camuffato, smentendo chiaramente la fallace tesi rilanciata senza alcuna verifica dall’inviato de ‘La Stampa’. 

Sarebbe poi interessante sapere se Mastrolilli, che si è formato con un dottorato in giornalismo presso la Columbia University grazie a una borsa di studio della Comissione Fulbright e vive a New York dal 1994, sia effettivamente a Caracas oppure scriva comodamente dagli States - al pari dell’inviato di Repubblica Omero Ciai - i suoi reportage volti a gettare discredito sul governo bolivariano. 

 

Ancora una volta constatiamo che il Venezuela resta uno campi di battaglia preferiti dal mainstream per la creazione e la diffusione di grossolane fake news, arrivando a superare una nuova frontiera: rilanciare notizie già smentite dalla stessa opposizione venezuelana. 

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