Pieta' l'è morta: Nel ricordo di Ahmed, ammazzato perché guidava una lotta sindacale

4556
Pieta' l'è morta: Nel ricordo di Ahmed, ammazzato perché guidava una lotta sindacale

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


di Giorgio Cremaschi


Abd Elsalam Ahmed Eldanf per la Procura di Piacenza era in gita notturna davanti al magazzino GLS e colto da improvvisa follia si è gettato sotto un camion, uccidendosi.  Lui, operaio egiziano con 5 figli,  assunto da anni  con contratto a tempo indeterminato e in  lotta  per gli altri come militante della USB.


La procura non ha visto nessuna azione sindacale in corso dopo le  23 del 14 settembre e nulla hanno visto le forze di polizia presenti ai cancelli del magazzino. Dove era in corso una drammatica vertenza sindacale, perché l'azienda si era rimangiati gli impegni sulla regolarizzazione dei precari. Ahmed non era precario, ma rispondendo alle richieste degli altri lavoratori, disperati perché stavano per finire in mezzo ad una strada, e seguendo la  sua coscienza di militante sindacale, stava ai cancelli. Qui, quando dall'azienda è giunto l'ordine di far partire comunque i camion con le merci,  si è mosso insieme ad altri militanti sperando che quei camion, di fronte ai pianti di chi perdeva il lavoro, si fermassero. Invece è stato investito in pieno e schiacciato e trascinato per metri e metri sotto le ruote del TIR. È un omicidio volontario,  ma per i poliziotti e la procura di Piacenza è un incidente stradale il cui autore è gia libero.


Quello di Ahmed è giudicato quasi come  un suicidio, e sui suicidi degli operai c'è ben poco da fare. Forse che per la povera Maria Baratto, operaia discriminata, deportata, ridotta in miseria e disperazione  dalla FIAT, c'è qualche indagine per procurato suicidio? No a processo ci vanno gli operai licenziati, perché volevano esprimere la loro indignazione per la morte dell'operaia di Nola. E quante volte oramai le stragi sul lavoro vengono ridotte a tragica fatalità, ad errore umano e alla fine gli unici colpevoli diventano le vittime?


Ahmed è stato ammazzato perché guidava una lotta sindacale contro la precarietà e il supersfruttamento. E non è morto nei campi governati dai caporali, ma in una delle città più ricche del ricco Nord. E di fronte ai cancelli di una di quelle modernissime aziende della logistica che tanta pubblicità fanno sulle TV, perché ti consegnano subito a casa qualsiasi merce tu abbia ordinato per internet.


Decine di migliaia  di facchini sono alla base della piramide in cima alla quale c'è il pacco che arriva velocemente ovunque. E questi facchini hanno lavorato per anni in condizioni di schiavitù, anche perché molti di loro subivano il doppio ricatto della precarietà e della condizione di migrante sempre a rischio di espulsione. Poi si sono ribellati, hanno cominciato ad organizzarsi sindacalmente soprattutto con il SiCOBAS e la USB e hanno cominciato a migliorare la loro condizione. Ma a prezzo di lotte durissime e ora anche di un omicidio. Oggi è un lavoratore egiziano  a subire la sorte passata degli operai italiani di Modena, Melissa, Reggio Emilia. La storia riparte da dove era iniziata, dalla lotta contro lo sfruttamento del lavoro, senza barriere etniche o religiose.


Quello che colpisce il lavoro e  tutta la società è un ritorno agli anni 50. Quando le imprese avevano sempre ragione e gli operai sempre torto. E se si ribellavano e per questo venivano uccisi, colpa loro. Allora era soprattutto la polizia che ammazzava chi scioperava. Oggi è il sistema di sfruttamento con la sua violenza quotidiana e le sue diffuse complicità. Nell'Italia del jobsact guidata da Renzi e Marchionne per il lavoro c'è una legislazione speciale. Un codice particolare per i luoghi ove si lavora per il profitto, grazie al quale gli omicidi diventano incidenti e gli incidenti suicidi. Mentre le tecnologie ci fanno vedere il futuro, i rapporti di sfruttamento ci hanno precipitato indietro e indietro. E come una volta, pietà l'è morta.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza di Fabrizio Verde Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più di Francesco Santoianni Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE di Paolo Desogus Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio di Geraldina Colotti Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

TAV: condividere e condannare di Alessandro Mariani TAV: condividere e condannare

TAV: condividere e condannare

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti