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Trump potrebbe concedere la grazia ai soldati statunitensi condannati per crimini di guerra

 

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha intenzione di perdonare i soldati statunitensi condannati o accusati di crimini di guerra, riporta The New York Times.


Secondo il quotidiano statunitense The New York Times, Trump considera di concedere la grazia presidenziale ad un certo numero di soldati americani che sono stati condannati o sono stati accusati di vari reati, tra cui crimini di guerra, tentato omicidio e profanazione di cadaveri.
 
Trump ha considerato l'iniziativa con l'obiettivo di salvare il capo dell'unità speciale SEAL della marina statunitense, il generale Edward Gallagher, che apparirà davanti ad una corte marziale nelle prossime settimane per rispondere di diverse accuse, come aver sparato contro civili disarmati, sparato contro un prigioniero mentre era schierato in Iraq, per tali ragioni, quindi, è stato arrestato nel settembre 2018.
 
Secondo il rapporto, si ritiene che tale eventuale perdono Trump cerca anche di tenere indenne la società di sicurezza privata Blackwater, accusata di favoreggiamento l'uccisione di decine di iracheni disarmati nel 2007.
 
Blackwater ha ricevuto centinaia di milioni di dollari in contratti con il governo di Washington durante le guerre in Iraq e in Afghanistan, come forza di supporto per le truppe statunitensi.
La compagnia, che ha una pessima reputazione, è sprofondata negli scandali per aver commesso crimini di guerra.
 
La Casa Bianca ha inviato la richiesta di Trump al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, venerdì scorso, affinché annunciassero l'iniziativa alle unità militari del paese, secondo un alto funzionario militare.
 
Nell'articolo si osserva che "il perdono di diversi criminali di guerra accusati e condannati nello stesso momento, compresi alcuni che non sono ancora stati processati, non è stato mai fatto nella storia degli Stati Uniti".
 
Secondo gli esperti, ci sono timori che la richiesta di Trump possa minare la legittimità della legge militare e il buon ordine e la disciplina nei ranghi.
 
 
Fonte: The New York Times
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